16 marzo 2015 / 16:13 / 2 anni fa

PUNTO 1-Tesoro sfrutta effetto Qe e annuncia nuovo 15 anni

* Prime indicazioni rendimento 12 punti baso su attuale benchmark

* Per strategist, spread finale potrebbe risultare più basso

* Finestra mercato favorevole in assenza emissioni periferia (riscrive, aggiunge dettagli e contesto)

di Elvira Pollina

MILANO, 16 marzo (Reuters) - A una settimana dall'avvio del 'quantitative easing' Bce allargato ai titoli di Stato, il Tesoro italiano ha annunciato il lancio di un nuovo Btp 15 anni via sindacato, nell'intento di sfruttare l'attuale fase di tassi straordinariamente bassi per proseguire con la strategia di allungamento della vita del debito.

Il collocamento del nuovo Btp marzo 2032, che potrebbe aver luogo già domani, sarà gestito da un pool di banche composto da Barclays, Crédit Agricole, Goldman Sachs, Monte dei Paschi di Siena e Royal Bank of Scotland.

La settimana scorsa la notizia del possibile lancio di un nuovo Btp a 15 anni era stata anticipata a Reuters da fonti vicine alla situazione. A spingere il Tesoro verso questa direzione, la ritrosia di molti investitori nel mettere a bilancio titoli quotati troppo oltre la pari.

Le prime indicazioni di rendimento del nuovo benchmark, secondo quanto riferito da uno lead manager, sono di 12 punti base oltre quello offerto dal marzo 2030, attuale riferimento.

"Mi sembrano generose, è possibile che il pricing finale preveda uno spread inferiore rispetto al 15 anni attuale. Molto dipenderà dalla domanda, che mi aspetto comunque consistente", commenta Elia Lattuga, strategist di UniCredit.

"A mio avviso è possibile arrivare a un tasso di 1,60%", dice un operatore. In quest'area un secondo banker indica anche la possibile cedola, a segnale di come il pricing sarà probabilmente molto vicino alla pari.

Per quanto riguarda l'importo, il riferimento sono i 7 miliardi raccolti l'anno scorso nel lancio del Btp marzo 2030.

L'intento del Tesoro è di rafforzare il trend emerso già nei primi due mesi dell'anno, in cui la vita media del debito, in attesa dell'avvio del Qe, è salita a 6,4 anni da 6,38 anni di fine 2014, per riportarsi in area 7 anni, ovvero il livello del 2011, quando l'Italia venne risucchiata dalla crisi dei debiti sovrani della zona euro.

Tornando alla nuova operazione, la finestra appare particolarmente favorevole vista l'assenza di concorrenza da parte di altri emittenti della periferia della zona euro in settimana.

"E' un momento sicuramente propizio per un'emissione di questo tipo: nelle ultime sedute c'è stato un appiattimento della parte più lunga della curva dei rendimenti su tutti gli emittenti sovrani europei, per effetto del quantitative easing. Il Tesoro ha sfruttato il fatto che questa settimana non sono in agenda aste dal comparto periferico", conclude Lattuga.

A febbraio, la settima tranche dell'attuale benchmark, emesso per circa 16 miliardi, è stata collocata a un rendimento di 1,68%, livello sul primario più basso di sempre, ma il record è a questo punto suscettibile di probabile aggiornamento.

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