Rcs, cresce fronda anti-Fiat su Cda e AD -fonti

giovedì 5 febbraio 2015 18:18
 

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Non è Gavio il nuovo socio industriale di Rcs che secondo le ipotesi, o forse solo gli auspici, di qualche azionista storico dovrebbe assumere un ruolo di peso nell'azionariato ancora una volta diviso del gruppo editoriale.

Un portavoce del gruppo piemontese ha infatti smentito indiscrezioni stampa che lo davano per interessato a entrare nella partita. Prima di Gavio, aveva già smentito qualche giorno fa anche il gruppo De Agostini dopo voci insistenti di un suo coinvolgimento, che peraltro non si sono ancora sopite.

Voci alimentate dai forti volumi sul titolo, ancora oggi in rialzo (+1,88%) con scambi sopra la media, e dal progressivo emergere di una forte distanza tra gli azionisti sul rinnovo del Cda e direzione del Corriere della Sera.

Secondo quanto si può ricostruire da vari interlocutori vicini al mondo di Rcs, Fiat, primo azionista con il 16,7% (secondo gli ultimi dati ufficiali), sta fronteggiando un agguerrito gruppo di azionisti, raccolti intorno alla figura di Giovanni Bazoli, intenzionati a rivedere drasticamente la composizione del Cda ormai a fine mandato e a mettere in discussione anche l'AD Pietro Scott Jovane.

In particolare, pur senza commenti ufficiali, sembra prendere piede l'ipotesi, anticipata da Reuters la scorsa settimana, di un ritorno diretto dei soci in Consiglio, in chiara contrapposizione con John Elkann, che si era fatto bandiera del rinnovamento della governance del gruppo e che ha la sostanziale paternità della scelta di Jovane per risanare i conti del gruppo.

Elkann non sembra aver cambiato posizione, ma una soluzione condivisa è auspicata da tutti prima che si arrivi a uno scontro in assemblea, dove gli esiti appaiono oggi imprevedibili.

"Fiat ha un quinto del capitale, significa che quattro quinti non sono suoi", commenta una fonte vicina a uno dei soci che si lascia sfuggire: "un nuovo socio non serve neanche".

(Claudia Cristoferi)   Continua...