Milleproroghe, governo cambia norma su frequenze tv

giovedì 5 febbraio 2015 19:40
 

ROMA, 5 febbraio (Reuters) - Con un emendamento al decreto legge Milleproroghe il governo si intesta la facoltà di modificare, già da quest'anno, l'importo dei diritti d'uso delle frequenze tv per i maggiori operatori come Mediaset e Rai.

"L'importo dei diritti amministrativi e dei contributi per i diritti d'uso delle frequenze televisive in tecnica digitale... è determinato con decreto del ministero dello Sviluppo economico in modo trasparente, proporzionato allo scopo, non discriminatorio ed obiettivo sulla base dell'ambito geografico del titolo autorizzato", si legge nell'emendamento presentato ieri sera alla commissioni congiunte Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

Nella versione precedente del Milleproroghe, invece, la questione degli importi era congelata fino alla fine del 2015.

Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, è intervenuto oggi sulla vicenda, dopo che fonti di Forza Italia hanno accusato il governo di compiere una rappresaglia contro Silvio Berlusconi per avere raffreddato la collaborazione sulle riforme istituzionali dopo lo scontro sulla scelta del nuovo capo dello Stato.

"Posso capire la tensione di questi giorni, ma suggerirei di tenersi ai fatti e non agli stati d'animo. L'emendamento in questione riporta alla piena titolarità del governo la riforma delle norme relative al canone frequenze che abbiamo annunciato già da agosto 2014, anche con una lettera scritta ad Agcom", ha detto Giacomelli.

"Le norme vigenti non prendono compiutamente atto del passaggio dall'analogico al digitale e determinano quindi distorsioni ed un onere eccessivo sugli operatori di rete", ha aggiunto il sottosegretario.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia