Loyalty shares, fondi contrari a adozione a maggioranza semplice per tutto 2015

martedì 3 febbraio 2015 10:22
 

MILANO, 3 febbraio (Reuters) - Investitori istituzionali, accademici e consiglieri indipendenti scendono in campo per difendere la norma che prescrive una maggioranza di due terzi per modificare lo statuto delle società quotate.

Gli esponenti delle "minoranze" temono che sia estesa fino a fine 2015 la previsione, introdotta dal governo fino al 31 di gennaio, che ha consentito a società come Campari, Astaldi e Amplifon di introdurre le cosiddette "loyalty shares", azioni con diritto di voto multiplo senza una maggioranza qualificata. Una simile proposta è stata infatti presentata il 29 gennaio, ricorda un comunicato datato ieri.

"Con un'iniziativa congiunta senza precedenti, un grande gruppo di accademici e professionisti italiani di primo piano, consiglieri di società quotate e investitori istituzionali internazionali si sono uniti per chiedere al governo Renzi di non interferire con regole che esistono da tempo a tutela dei diritti degli azionisti di minoranza", annuncia una nota.

Una lettera è stata inviata, fra gli altri, al premier Matteo Renzi, al ministro dell'Economia Pietro Carlo Padoan, al presidente della Consob Giuseppe Vegas e al governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.

"La situazione deve essere arrivata ad un punto piuttosto preoccupante perché investitori, consiglieri e accademici siano tutti d'accordo", osserva nella nota Luca Enriques, professore dell'Università di Oxford.

"In un mercato come quello italiano, dove il 90% delle società quotate hanno una qualche forma di azionista dominante, la salvaguardia prevista dalla legge Draghi è cruciale per attirare i capitali internazionali... non ci sorprenderemmo se gli investitori istituzionali facessero le valigie e portassero i propri capitali altrove - e questo è uno scenario che semplicemente non possiamo permetterci".

(Agnieszka Flak)

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