Hera,soci pubblici discutono discesa a 35% capitale,patto fino a giugno

martedì 3 febbraio 2015 12:58
 

MILANO, 3 febbraio (Reuters) - Dopo il rinnovo del patto di sindacato fra i soci pubblici che controlla il 51% del capitale di Hera per altri sei mesi lo scorso dicembre, nell'assemblea del prossimo aprile i principali azionisti della multiutility dovranno decidere su come adeguarlo alle nuove regole in materia di controllo degli enti pubblici, previste nella legge di Stabilità, che potrebbe comportare una discesa dei principali soci fino al 35% del capitale.

Secondo quanto riferisce a Reuters una fonte vicina ai comuni azionisti, si sta lavorando a quali potranno essere gli effetti della legge di Stabilità, alle ricadute tecniche dell'eventuale introduzione del voto plurimo e al mantenimento del controllo pubblico anche con un patto di sindacato sotto il 51% del capitale. Per questa ragione il patto è stato rinnovato solo per altri sei mesi, allargando nel frattempo il perimetro anche al comune di Udine.

"La legge di Stabilità offre l'opportunità di una discesa che potrebbe arrivare fino al 35% del capitale, liberando in questo modo azioni svincolate dal patto e pronte per essere cedute da parte dei comuni", sottolinea la fonte che precisa come l'obiettivo è comunque quello di mantenere il controllo di Hera in mani pubbliche anche senza avere il 51%.

Il patto che blinda il controllo di Hera, una delle società più attive sul fronte delle acquisizioni nel settore delle utility, è composto da 98 azionisti pubblici che detengono complessivamente il 53,97% del capitale della multiutility. Fra questi spiccano il comune di Bologna con il 9,7%, Con.Ami con il 6,89%, Ravenna Holding con il 5,8%, seguiti da Trieste, Padova, e Udine.

(Giancarlo Navach)

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