Borsa Milano chiude in netto rialzo su attese QE, corrono popolari, giù A2A

mercoledì 21 gennaio 2015 17:48
 

MILANO, 21 gennaio (Reuters) - Piazza Affari chiude in buon rialzo corroborata dall'indiscrezione che il board dell'esecutivo Bce proporrà acquisti di bond per un ammontare di 50 miliardi al mese a partire da marzo.

"Il mercato si è girato in positivo su questa attesa", osserva un trader.

In Borsa anche oggi ha tenuto banco il tema banche popolari dopo il decreto del consiglio dei ministri che prescrive a dieci istituti con attivi oltre 8 miliardi la trasformazione in spa entro 18 mesi, mossa che apre scenari di consolidamento e le porte all'arrivo di investitori internazionali.

L'indice FTSE Mib termina in rialzo dell'1,64%, l'Allshare dell'1,38%. L'indice paneuropeo Ftseurofirst300 sale dello 0,45%. Volumi per oltre 3,8 miliardi di euro.

Le popolari oggetto del decreto chiudono tutte in forte rialzo: BANCA ETRURIA balza del 27,28%, ma non sono così da meno POP SONDRIO (+11,24%), CREVAL (+10,95%) e BANCO POPOLARE (+9,83%). Nel listino principale brillano anche POP EMILIA (+3,28%), UBI (+3,11%) e POP MILANO (+3,61%).

Un altro tema del giorno riguarda TI MEDIA, in crescita del 3,55%: ieri alle voci stampa di un delisting la controllante Telecom ha risposto dicendo che nessuna decisione è stata presa e che le opzioni verranno valutate con il piano industriale. Per gli analisti l'ipotesi delisting è sensata.

Vola SAIPEM in crescita del 6,61%, anche se il titolo viene da mesi di pesanti ribassi e minimi da diversi anni: oggi un quotidiano ipotizza che la società possa correre per la maxi commessa legata a Turkish Stream, il progetto alternativo a South Stream di Gazprom. In scia corre anche la controllante ENI (+3,5%).

Per contro A2A lascia sul terreno il 3,5% con forti volumi, pari a oltre 39 milioni di pezzi, oltre 3 volte la media a 30 giorni (l'1,2% del capitale), con i trader che citano l'ipotesi di un collocamento di azioni da parte dei due principali comuni soci, Milano e Brescia, sulla scorta di quanto ha dichiarato due giorni fa il sindaco bresciano, Emilio Delbono. La delibera approvata dai due comuni autorizza le tesorerie a vendere fino al 4,5% del capitale in maniera graduale.

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