PUNTO 1-Popolari volano in borsa, ipotesi su potenziali merger post decreto

mercoledì 21 gennaio 2015 17:09
 

(Aggiorna, aggiunge dettagli, background)

di Stefano Bernabei e Gianluca Semeraro

MILANO, 21 gennaio (Reuters) - Varato ieri il decreto che prescrive a dieci banche popolari la trasformazione in spa entro 18 mesi, oggi in Borsa è proseguita la corsa di questi istituti con gli analisti che ragionano su scenari di consolidamento del settore.

Alle 16,30 spicca ancora il balzo a doppia cifra di Banca Etruria, che sale del 18% ma sono forti anche le altre popolari coinvolte con rialzi oltre 8% per Popolare Sondrio e Creval e molto forti anche Popolare Emilia +3,45%, Banco Popolare +6,7%. Sono più contenuti i rialzi di UBI Banca (+2,14%) e Popolare Milano (+1,55%), viste probabilmente più come potenziali aggreganti.

Tutti concordano infatti che la riforma acceleri il consolidamento e renda più appetibili questi istituti per gli investitori internazionali con l'abolizione del principio una testa un voto. Qualcuno ipotizza che serva a risolvere qualche grana concreta mentre dai sindacati si ribadisce la contrarietà.

"Ora sono aperte ai mercati internazionali e agli investitori internazionali. E' un mutamento radicale del sistema tradizionale", ha spiegato il presidente del Consiglio Matteo Renzi stamane dal World Economic Forum di Davos in un'intervista a Cnbc. La riforma è stata definita "storica" dal governo, ma in molti si chiedono il perché della decretazione d'urgenza.

"La riforma serve certamente anche a risolvere qualche caso specifico. Per chi avrà bisogno di fare un aumento di capitale, per comprare qualcun'altro o per rafforzarsi, sarà più facile", dice una fonte bancaria.

L'urgenza della riforma è poi certamente dettata, per una seconda fonte bancaria, anche per "dare un segnale a Francoforte e a Bruxelles in un momento in cui c'è la vigilanza unica e partono gli approfondimenti sui vari processi", dice riferendosi alle valutazioni che la vigilanza sta facendo su governance e modelli di business. E le grandi popolari quotate "sono percepite come sistemiche", aggiunge.

In base al decreto dieci popolari con attivi superiori agli 8 miliardi dovranno trasformarsi entro 18 mesi in società per azioni. Il testo del decreto non è pubblico, ma nella bozza che Reuters ha potuto visionare si modifica l'articolo 31 del Testo Unico Bancario per facilitare trasformazioni e fusioni, limitando il diritto di recesso.   Continua...