Icbpi, private equity Permira offre 2,2 miliardi - fonti

martedì 20 gennaio 2015 16:38
 

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - L'operatore di private equity britannico Permira ha fatto un'offerta per rilevare Icbpi, gruppo bancario specializzato in servizi di pagamento, valorizzando la società controllata dalle banche popolari italiane 2,2 miliardi di euro.

E' quanto riferisce una fonte vicina alla situazione, mentre una seconda fonte si limita a definire "molto credibili e dettagliate" le indiscrezioni stampa. Nessun commento da Icbpi, dai suoi azionisti o da Permira.

"E' un dossier gestito in Icbpi ai massimi livelli, dal presidente e dal comitato esecutivo, in gran segretezza e fretta. All'interno le seconde linee sono rimaste tutte stupite", dice la fonte.

La mossa è stata originata, secondo la fonte, dalla situazione di difficoltà e di ricerca di patrimonio creatasi in alcune popolari dopo gli stress test della Bce. "Possono realizzare la partecipazione, che nella gran parte dei casi è a libro a valori bassissimi".

I principali azionisti di Icbpi sono Credito Valtellinese (20,39%), Banco Popolare (9,62% + 5,76% in capo a Holding di Partecipazioni Finanziarie), Bper (8,69%), Popolare Vicenza (9,99%), Veneto Banca (9,99%), Iccrea (7,92%), Popolare Cividale (5,14%), Banca Popolare di Milano (5%) e Ubi Banca (5,14%). Secondo uno studio di Equita Sim, per il solo Valtellinese la plusvalenza sarebbe di 200 milioni.

Permira, che vanta i financial services tra le aree di focalizzazione e il cui eventuale acquisto dovrebbe essere autorizzato dalla Banca d'Italia, si troverebbe a controllare una struttura che realizza, secondo la fonte, un utile annuo, prima degli accantonamenti, attorno a 100 milioni di euro e che ha un patrimonio netto disponibile attorno ai 900 milioni.

Icbpi è specializzato in servizi e sistemi di pagamento e di clearing e controlla la quasi totalità di CartaSì, leader in Italia nei pagamenti elettronici. "Ci sono le commissioni da utilizzo delle carte di credito che sono un vero contatore", dice una delle fonti. In più c'è il cospicuo patrimonio immobiliare a Milano.

E' probabile che, in caso di acquisizione, Permira proceda a un riorganizzazione del personale, ad oggi 1.800 dipendenti, ipotesi che già crea qualche preoccupazione nella struttura.

Al dossier per Permira starebbe lavorando in prima persona il numero uno dell'ufficio italiano, Paolo Colonna. Fra cinque-sei anni il fondo potrebbe vendere la società con una ricca plusvalenza, dopo avere incassato interessanti dividendi annui.   Continua...