Italia, Fmi vede nero, dimezza stima Pil 2015 a 0,4% - aggiornamento Weo

martedì 20 gennaio 2015 07:31
 

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - Passa dallo 0,8% di ottobre a un modesto 0,4% la proiezione del Fondo monetario internazionale sulla performance dell'economia italiana quest'anno. Un'accelerazione a 0,8% dovrebbe avvenire soltanto nel 2016.

Lo si legge nell'aggiornamento del 'World Economic Outlook' pubblicato stamane a Pechino.

La nuova proiezione Fmi su quest'anno è perfettamente allineata a quella indicata venerdì scorso da Banca d'Italia e da confrontare con lo 0,6% programmatico della legge di Stabilità.

Tornando al documento del Fondo, oltre alla mediocrità del livello assoluto a rendere particolarmente grave la diagnosi sul nostro Paese è il confronto con le principali controparti europee. Sempre rispetto al documento di ottobre, contro il mezzo punto percentuale dell'Italia la revisione al ribasso è infatti nell'ordine di grandezza di 0,2% sia per la media euro sia per la Germania, le cui indicazioni sul 2015 passano rispettivamente a 1,2% e 1,3%, si riduce a un semplice 0,1% nel caso francese - 0,9% la previsione aggiornata - e addirittura migliora al ritmo di 0,3% per la Spagna, su cui la stima stima passa a 2,0%.

Soltanto il mese scorso, da Milano, Christine Lagarde parlava del caso italiano come un "mix tossico di bassa crescita e bassa inflazione".

L'esame del Fondo parte dall'assunto che la correzione del greggio, la svalutazione dell'euro e l'attuale politica ultra-espansiva della Bce non bastano a contrastare le deboli prospettive di investimento.

Nella zona euro "la performance economica sarà sostenuta da prezzi energetici più bassi, ulteriori misure espansive (già ampiamente incorporate negli attuali livelli di rendimento sui mercati finanziari), da una politica di bilancio più neutra e dal recente deprezzamento del cambio" scrive il Fondo. "Sull'altro piatto della bilancia sta però lo scenario più debole per gli investimenti, in parte per effetto di ricadute sul canale export derivante dal rallentamento degli emergenti" aggiunge.

"Il calo del greggio e l'indebolimento del cambio sono buone notizie, vanno in direzione giusta ma non sono abbastanza" commenta l'economista capo Olivier Blanchard, aggiungendo che il Fondo potrebbe essere eccessivamente pessimista dunque - nel gergo degli analisti - i rischi sulle nuove stime delle economie mondiali sono verso l'alto.

Tornando infine al livello assoluto per le proiezioni 2015, peggio dello 0,4% indicato per l'Italia faranno per il Fondo soltanto il Brasile, paese Bric decaduto con un modesto +0,3%, gli emergenti del Commonwealth a -1,4% e soprattutto la Russia, messa in ginocchio dalla caduta del greggio e dalle sanzioni, a -3,0%.

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