Popolari volano in borsa su ipotesi riforma, via per consolidamento

lunedì 19 gennaio 2015 10:35
 

MILANO, 19 gennaio (Reuters) - Corrono in borsa le banche popolari sulla prospettiva di una radicale riforma del settore che arriverebbe a cancellare il voto capitario.

Esiste infatti una bozza di un provvedimento sulla concorrenza, vista da Reuters, che prevede l'abrogazione tout court dell'articolo 30 del Testo unico bancario (dlgs 385 1993), quello che discipina i soci delle banche popolari. La bozza potrebbe essere inserita nell'Investment Compact che domani sarà probabilmente discussa dal Consiglio dei ministri, salvo cambi di programmi legati all'elezione del presidente della Repubblica.

La notizia, spiega un trader, ha messo le ali al comparto. Intorno alle 10,20 POP EMILIA sale dell'11,6% dopo una pausa in asta di volatilità, dove ora si trova POP MILANO dopo aver segnato +10,77%. BANCO POPOLARE guadagna l'8%, UBI più del 6%. Tra le più piccole, CREVAL è in asta dopo un rialzo del 13,56%, POP ETRURIA fa +8%, POP SONDRIO sale di oltre il 7%.

Gli analisti mostrano comunque un certo scetticismo sul successo dell'iniziativa, anche perché - scrive tra gli altri Equita - "negli ultimi 15 anni qualsiasi progetto di modifica della governance delle popolari (anche non riguardante l'abolizione del voto per testa) è fallito".

"La conseguenza immediata è tuttavia l'aumento dell'incentivo per le popolari ad aggregarsi, visto che minacce di modifiche dello status quo potrebbe arrivare anche dalla Bce", prosegue il broker. "Non escludiamo inoltre che l'obiettivo della riforma possa essere quello di agevolare il consolidamento di Mps e Carige. In base ai nostri calcoli, il consolidamento nel settore potrebbe portare ad un upside superiore al 20%".

Cancellando l'articolo 30 del Tuf, la bozza annulla il principio del voto capitario secondo il quale ogni socio ha un voto, qualunque sia il numero delle azioni possedute.

Proprio venerdì scorso il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva preannunciato un provvedimento in arrivo sul tema del credito, dicendo anche di voler intervenire sul "numero dei banchieri".

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