Riforme, no a blocco votazioni in Parlamento, tiene intesa Renzi-Berlusconi

mercoledì 14 gennaio 2015 17:54
 

* Pd e Fi: avanti a Camera e Senato su riforme fino a 29/1

* Rimane questione depenalizzazione reati fiscali "pro Berlusconi"

* Fonte governo su fisco: "Soglia 3% scenderà, ma non troppo"

di Roberto Landucci

ROMA, 14 gennaio (Reuters) - Nel giorno della dipartita di Giorgio Napolitano dal Quirinale, dà prova di vitalità l'intesa tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi sulle riforme istituzionali, che hanno buone chance di essere votate in Parlamento prima del 29 gennaio, quando comincerà l'elezione del nuovo presidente della Repubblica.

E' quanto emerge dalle conferenze dei capigruppo di Camera e Senato che hanno respinto, con il concorso di Forza Italia, la richiesta di M5s e altri dell'opposizione di mettere in stand by il ddl che abolisce il bicameralismo paritario a Montecitorio e quello che cambia la legge elettorale a Palazzo Madama, in attesa di eleggere il nuovo capo dello Stato.

Sono le due riforme volute da Renzi, contrattate con Berlusconi e sostenute fino all'ultimo giorno di mandato dall'ex presidente della Repubblica.

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta "alla fine si è adeguato alla richiesta del Pd di proseguire i lavori. Il Patto del Nazareno tiene", ha detto Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

Identica scelta ha fatto il capogruppo di Fi in Senato, Paolo Romani, sul ddl elettorale che sarà votato in aula da martedì prossimo.   Continua...