PUNTO 1-Ue viene incontro a Italia e Francia su flessibilità bilanci

martedì 13 gennaio 2015 17:56
 

(aggiunge dettagli)

BRUXELLES, 13 gennaio (Reuters) - Gli investimenti e le riforme strutturali potrebbero dare più margine ai paesi non in linea alle regole europee sul bilancio, come la Francia o l'Italia, riducendo la probabilità di sanzioni nei loro confronti.

Le novità, che hanno effetto immediato, arrivano nel giorno di passaggio di consegne della presidenza Ue dall'Italia alla Lituania. Il documento della Commissione europea risponde alle richieste di Francia e Italia di un maggiore spazio temporale per consolidare i propri conti pubblici e di utilizzare tutta la flessibilità prevista dalle regole per stimolare la debole crescita economica.

Roma, che pure ha un deficit inferiore al 3%, dunque in linea ai parametri Ue, ha chiesto più tempo per ridurre un debito pubblico che viaggia intorno al 130% del Pil e, a marzo, aspetta con la Francia il giudizio definitivo di Bruxelles sulla legge di bilancio.

"Stiamo fornendo un'interpretazione del Patto di stabilità e Crescita, non stiamo cambiando o emendando nessuna delle regole del patto", ha detto a Reuters Valdis Domobrovskis, vice presidente della Commissione Ue.

Bruxelles per il futuro, poi, vuole tener in maggiore considerazione l'andamento del ciclo economico, vincolando l'entità degli aggiustamenti di bilancio al livello di Pil, output gap e debito/pil.

In particolare la Ue non chiederà aggiustamenti nel caso di Pil negativo o di output gap più ampio rispetto a -4%. Condizioni che riguardano il 2014 dell'Italia, chiuso con un calo del Pil e con un output gap che, in base alla nota di aggiornamento del Def, dovrebbe attestarsi a -4,3%. Con valori dell'output gap più vicini allo zero vengono sempre chiesti aggiustamenti ai Paesi, come l'Italia ma ormai come gran parte della zona euro, con il rapporto debito/pil oltre il 60%.

Ai Paesi che presenteranno riforme con effetti positivi di lungo termine sul bilancio e in grado di aumentare la crescita potenziale, la Ue darà più tempo per raggiungere gli obiettivi di risanamento dei conti, concedendo quindi temporanee deviazioni dai vincoli previsti. Il riferimento è non solo alle riforme già in attuazione, ma anche a quelle ancora da mettere in pratica a condizione che ci sia un piano con misure chiare e specifiche.

In tema di investimenti da non conteggiare la Ue apre la porta ai paesi sotto esame ma non sotto procedura e con un output gap negativo per oltre l'1,5%. Potranno deviare dal percorso di risanamento per quanto riguarda i finanziamenti nazionali ai fondi strutturali europei oltre a quelli legati all'Esfi (il cosiddetto piano Juncker per gli investimenti strategici). Non si tratta di una golden rule: con gli investimenti il paese non deve comunque superare il 3% del deficit/pil (l'Italia dovrebbe chiudere il 2015 al 2,9%) e deve compensare entro 4 anni la deviazione temporanea nel percorso di risanamento.   Continua...