12 gennaio 2015 / 16:23 / tra 3 anni

PUNTO 1-E.On Italia,verso spezzatino,gas e carbone a ceca Eph,timori occupazione

* Ceo E.On: “Valutiamo cessione altre attività in Italia”

* Al palo Edison, per idroelettrico di Terni in pole Erg (Riscrive, aggiunge altri dettagli da fonti, background)

di Giancarlo Navach

MILANO, 12 gennaio (Reuters) - La ceca Eph sbarca in Italia. A pochi mesi dall‘acquisizione della centrale a carbone di Eggborough, in Inghilterra, il gruppo energetico con sede a Praga e presenze anche in Slovacchia, Germania e Polonia, ha raggiunto un accordo con E.On per rilevare le centrali a gas e a carbone in Italia, pari a 4.500 megawatt di capacità di generazione complessiva.

Top secret il prezzo. Secondo un analista di una banca d‘affari straniera la transazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 500-600 milioni, di cui 200 per la centrale a carbone di Fiume Santo.

Al palo Edison, controllata al 100% da Edf, che puntava a tutti gli asset di E.On Italia in un‘operazione definita di sistema, con un progetto industriale alle spalle, che non avrebbe avuto contraccolpi sull‘occupazione, dice una fonte vicina a Foro Buonaparte. “Evidentemente l‘obiettivo dei tedeschi era quello di fare cassa subito”, osserva una fonte del settore.

Restano da vendere gli asset nell‘idrico di Terni, nelle rinnovabili (eolico e fotovoltaico) e la base clienti per i quali è già stata avviata una gara e ci sono diversi pretendenti. Per il primo in pole position dovrebbe essere la genovese Erg che, secondo una fonte sindacale, “potrebbe rilevare anche la direzione centrale di E.On Italia”. Per gli altri asset ci sono offerte da parte di Hera e del fondo F2i. Incerta la posizione di Edison che potrebbe anche decidere di non rientrare più in gara solo per le rinnovabili.

SINDACATI PREOCCUPATI DA IPOTESI SPEZZATINO

La soluzione spezzatino, intanto, mette in allarme i sindacati che temono tagli occupazionali, stante anche l‘attuale situazione difficile del settore termoelettrico a seguito della crisi dei consumi elettrici e del boom delle rinnovabili. “L‘ipotesi dello spezzatino che si sta prefigurando, rispetto alla cessione di tutti gli asset a Edison, non è di buon auspicio e siamo preoccupati per le eventuali ricadute sull‘occupazione”, dice una fonte della Filctem-Cgil.

Il Ceo di E.On, Johannes Teyssen, ha sottolineato nella nota che la società tedesca lavorerà con il nuovo proprietario e con i sindacati per il futuro di questi asset, “continuiamo, inoltre, a valutare la possibile cessione delle nostre altre attività in Italia”.

Dal canto suo, Daniel Ketínsk, ceo di EPH, ha detto: “La nostra strategia è a lungo termine e focalizzata sullo sviluppo. Confidiamo di collaborare per questo obiettivo insieme ai dipendenti e ai sindacati”.

I 4.500 megawatt in vendita ai cechi sono così suddivisi: circa 600 la centrale a carbone in Sardegna (Fiume Santo) e circa 3.900 altre sei centrali a gas situate nella penisola e in Sicilia. La transazione è soggetta all‘approvazione dell‘Antitrust della Commissione Europea. Si prevede che l‘operazione si possa concludere nel secondo trimestre del 2015.

(Giancarlo Navach, Steve Jewkes)

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