RES PUBLICA-Quirinale, torna la carica dei 101

venerdì 9 gennaio 2015 11:23
 

di Paolo Biondi

ROMA, 9 gennaio (Reuters) - "Questa volta i 101 voterebbero per lui". Si ricomincia laddove le elezioni per il Quirinale nell'aprile del 2013 si erano incagliate, cioè da Romano Prodi. Pier Luigi Bersani ieri ha detto esplicitamente che per lui bisogna ripartire da lì.

Quello dei bersaniani è un auspicio che per ora assomiglia molto a una strategia. "Alla prima votazione, quando l'indicazione sarà votare scheda bianca o un candidato di bandiera, Prodi potrebbe superare i 200 voti. Se dovessero poi crescere nella seconda e nella terza votazione...", dice a Reuters un parlamentare vicino all'ex segretario del Pd. Cosa potrebbe succedere allora? La strategia è evidente: obbligare a quel punto Matteo Renzi a convergere sul nome di Prodi piuttosto che avanzare un proprio candidato come Pier Carlo Padoan.

Per ora siamo ancora alle schermaglie, ai veti incrociati, lontani dal confluire su una strategia comune, come ha invece detto il presidente del Consiglio all'incontro con i parlamentari del Pd mercoledì pomeriggio alla Camera.

Qualora ci si dovesse poi incartare e, come l'altra volta, ci si scontrasse con i veti incrociati anche dopo la quarta votazione, quando sarà sufficiente eleggere il nuovo capo dello Stato con la maggioranza assoluta dei grandi elettori, tutti pronti ad andare in pellegrinaggio a Francoforte, da Mario Draghi.

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