7 gennaio 2015 / 12:12 / tra 3 anni

SINTESI -Italia chiude 2014 con picco disoccupazione e inflazione a minimo

(accorpa take, aggiunge commenti, dettagli, contesto)

* Tasso disoccupazione novembre schizza a 13,4%

* Poletti: assunzioni rinviate in attese Jobs act, effetti positivi solo nei prossimi mesi

* In 2014 inflazione frena a 0,2%, minimo da 1959

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 7 gennaio (Reuters) - Si chiude con un nuovo massimo storico del tasso di disoccupazione e l‘inflazione più bassa da 55 anni il 2014 dell‘economia italiana, che ha vissuto il terzo anno consecutivo di recessione.

Secondo i numeri provvisori diffusi stamane da Istat, il primo è salito a novembre al 13,4% dal 13,3% di ottobre, mentre l‘incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro è passata al 43,9% dal 43,3% di ottobre. In entrambi i casi si tratta dei tassi più alti dall‘inizio delle serie storiche mensili nel 2004, e di quelle trimestrali, nel 1977.

Numeri particolarmente negativi che il governo imputa in parte a un atteggiamento attendista delle imprese in vista del parto del Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro, i cui primi due decreti sono stati approvati alla vigilia di Natale.

Il provvedimento introduce e incentiva da quest‘anno una forma contrattuale a tempo indeterminato per i nuovi assunti, che non godranno della protezione dell‘articolo 18 per i licenziamenti economici.

“Solo nei prossimi mesi se ne potranno vedere gli effetti”, afferma il ministro del Lavoro Giuliano Poletti in una nota, sottolineando come sia ragionevole pensare che le imprese abbiano scelto di rinviare le assunzioni in attesa del provvedimento, e offrendo una lettura positiva del trend di riduzione degli inattivi, perchè a questo corrisponde un aumento delle persone che si attivano per cercare un lavoro.

“Non è escluso che a spingere verso l‘alto il tasso di disoccupazione, di cui ci aspettavamo una lieve flessione, sia un atteggiamento di attesa da parte delle imprese, in una fase di incertezza del contesto normativo”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit.

“L‘entrata in vigore delle nuove norme e la seppure marginale ripresa attesa per la prima parte di quest‘anno potrebbero attutire l‘impatto della disoccupazione, ma è bene ricordare che le norme possono al massimo agire da fludificante: le imprese assumono se c‘è domanda”, prosegue Federico.

Domanda che, per quanto riguarda la componente interna, resta sottotono, come segnala l‘andamento dell‘inflazione. A contraddistinguere l‘anno appena conclusosi è, infatti, anche la gelata dei prezzi al consumo, complice la ridotta propensione alla spesa delle famiglie e, negli ultimi mesi, il marcato calo dei prezzi del greggio.

Nel 2014 l‘inflazione ha infatti frenato allo 0,2%, il minimo dal 1959, mentre nel 2013 si era attestata all‘1,2% .

A dicembre, inoltre i prezzi hanno ha segnato una variazione nulla a perimetro annuo, dopo il 0,2% di novembre. Mentre nella zona euro il tasso di inflaizone annio si è attestato al -0,2% .

“Per i primi mesi di quest‘anno ci aspettiamo una prosecuzione del trend di debolezza dei prezzi, principalmente guidata dalla componente energetica”, commenta Federico.

Nelle attese del governo quest‘anno il Pil italiano, che non segna un trimestre positivo dalla metà del 2011, dovrebbe crescere dello 0,6%, mentre il 2014, secondo quanto dichiarato dal premier Matteo Renzi, si è chiuso con una flessione dell‘economia pari allo 0,4%.

-- ha collaborato Antonella Cinelli

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