Elicotteri AW a India, motivazioni sentenza: no riscontri a corruzione

venerdì 2 gennaio 2015 18:56
 

di Emilio Parodi

MILANO, 2 gennaio (Reuters) - "L'istruttoria non ha consegnato al vaglio del collegio giudicante il riscontro sia dell'accordo corruttivo... sia l'esistenza di un atto contrario ai doveri d'ufficio... che rappresenterebbe la controprestazione alla dazione di denaro ricevuto... dal pubblico ufficiale straniero corrotto, che, in ogni caso, non risulta riscontrato".

E' l'estrema sintesi delle 145 pagine, lette da Reuters, con cui il Tribunale di Busto Arsizio ha motivato la sentenza che il 9 ottobre scorso ha assolto "perché il fatto non sussiste" gli ex AD di Finmeccanica e di AgustaWestland Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini dall'imputazione di corruzione internazionale per l'appalto da 560 milioni per 12 elicotteri all'India nel 2010, condannandoli invece a due anni per il reato di false fatture.

Il collegio composto dalla presidente Luisa Bovitutti e dalle giudici a latere Piera Bossi e Maria Greca Zoncu ha depositato le motivazioni il 30 dicembre scorso. Procura e avvocati difensori hanno ora 45 giorni di tempo per presentare ricorso in appello, già annunciato dalla difesa e ipotizzato dalla procura, ovviamente per ragioni opposte.

L'accusa, in due parole, ha sostenuto al processo che, attraverso consulenze gonfiate alle società dell'italoamericano residente in Svizzera Guido Ralph Haschke e a quelle del britannico Christian Michel, fossero state pagate tangenti a pubblici ufficiali indiani, e in particolare all'allora capo di stato maggiore dell'aeronautica militare Sashi Tiagy, cugino dei soci indiani di Haschke, per favorire AgustaWestland.

La difesa, sempre in sintesi, ha invece sostenuto che le prestazioni pagate ai gruppi dei due consulenti erano effettive e riscontrate, che non c'era prova dell'accordo corruttivo, dell'atto contrario ai doveri d'ufficio da parte dei funzionari indiani, e che le decisioni che avrebbero teoricamente favorito il gruppo italiano erano state assunte collegialmente da più autorità indiane, e ben prima dell'ingresso sulla scena di Haschke e Michel.

"NESSUNA CONFESSIONE O CHIAMATA DI CORREO"

Leggendo la sentenza, emerge naturalmente che le tre giudici hanno in larga parte dato ragione alla ricostruzione delle difese.   Continua...