23 dicembre 2014 / 11:49 / 3 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito incassa altri 9,17 mld a novembre, quasi 120 mld in 2014

* Bilancio fondi aperti da gennaio è il migliore in 14 anni

* Con 2,7 mld Intesa SP fa quasi un terzo della raccolta sistema (Aggiunge dettagli, commenti)

MILANO, 23 dicembre (Reuters) - L‘industria del risparmio gestito in Italia continua a vedere sottoscrizioni a novembre, portando il bilancio da inizio anno a poco meno di 120 miliardi, per un patrimonio di 1.563,5 miliardi.

Dei 9,17 miliardi di risorse affluite nel sistema, secondo il consueto aggiornamento provvisorio a cura di Assogestioni, 5,3 miliardi sono andati sui fondi e 3,8 sui mandati.

Il saldo della raccolta da gennaio ad oggi dei fondi aperti, pari a 81,4 miliardi di euro, rappresenta il miglior risultato degli ultimi 14 anni, secondo l‘associazione di categoria.

Per Matteo Serio, direttore commerciale di AcomeA, “il momento d‘oro del risparmio gestito potrà proseguire se la distribuzione favorirà il passaggio degli investimenti delle famiglie italiane dal risparmio amministrato che non rende più quasi nulla al risparmio gestito”, ha detto. Inoltre, quest‘ultimo “rappresenta anche l‘unica alternativa di diversificazione e di rendimento per gli investitori, oltre che l‘unica opzione per le banche di avere un business solido e profittevole”, ha aggiunto.

Un rischio per la credibilità del sistema, secondo Serio, arriva tuttavia da prodotti come i cosiddetti “fondi a finestra di collocamento” che “promettono rendimenti fuori mercato” e che sono “fondi con rimborso programmato del capitale che poi effettuano uno switch automatico su un altro tipo di fondo alla scadenza. E’ il trionfo dell‘opacità”, afferma.

PIU’ GETTONATI FLESSIBILI E OBBLIGAZIONARI

A novembre il gruppo Intesa Sanpaolo, da solo, ha fatto quasi un terzo circa degli afflussi complessivi dell‘intero sistema con una raccolta per 2,8 miliardi circa, realizzata principalmente da Eurizon Capital attraverso fondi e mandati istituzionali.

Il secondo gruppo per raccolta il mese scorso è stato un gruppo estero, JP Morgan AM, con sottoscrizioni per 502 milioni.

Lo spaccato della tipologia dei fondi conferma la predilezione per i flessibili (+2,8 miliardi) e per gli obbligazionari (1,9 miliardi), con sottoscrizioni anche per bilanciati (885 milioni) e azionari (440 milioni). Riscatti su monetari (-708 milioni) ed hedge (-14 milioni).

“L‘obbligazionario dei paesi core è un‘asset class non più interessante perchè i tassi sono quasi negativi mentre l‘obbligazionario di paesi emergenti, in alcuni casi altrettanto liquidi e solidi, stanno offrendo opportunità di rendimento davvero notevoli anche in valuta locale”, osserva Serio, citando la Russia, al centro della bufera dei mercati questo mese, ricordando che ha un debito/Pil di appena il 16%.

Le rilevazioni di novembre confermano infine che i fondi di diritto estero superano, per raccolta, quelli domiciliati in Italia; anche se il divario fra i due è andato progressivamente riducendosi. A novembre i primi vedono affluire 3,7 miliardi a fronte dei circa 1,62 miliardi dei fondi tricolore. Da inizio anno gli esteri sono in nero per quasi 50 miliardi e quelli domestici per 31,5 miliardi.

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