18 dicembre 2014 / 17:44 / 3 anni fa

Legge Stabilità, ecco come uscirà dal Senato, compromesso Fondi pensione

ROMA, 18 dicembre (Reuters) - La legge di Stabilità 2015 che uscirà dal Senato con il voto di fiducia tra stanotte e domani mattina dovrebbe mantenere la manovra espansiva di poco più di 6 miliardi negoziata con la Commissione europea e non toccare i capisaldi sia sul fronte degli impieghi sia su quello delle coperture.

Inoltre, come ha detto il sottosegretario all‘Econmia Pierpaolo Baretta, il maxiemendamento del governo sul quale sarà posta la fiducia “sostanzialmente corrisponderà ai lavori della commissione Bilancio” sia per le modifiche votate che per quelle concordate tra governo e maggioranza e che la commissione non ha fatto in tempo ad approvare.

Il provvedimento, secondo lo stretto calendario prenatalizio, deve essere approvato dal Senato entro domani, per tornare alla Camera per l‘ok definitivo prima del 24 dicembre.

Nel testo sarà confermato il bonus di 80 euro per i redditi più bassi, la decontribuzione per i neoassunti a tempo indeterminato fra gennaio e dicembre 2015, il Tfr in busta paga con tassazione ordinaria per i dipendenti del settore privato dal marzo 2015 al giugno 2018.

Sarà integralmente deducibile dall‘imponibile Irap il “costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato”, ma viene cancellato il taglio delle aliquote Irap deciso ad aprile con il decreto sul bonus di 80 euro. Nel passaggio al Senato dovrebbe essere introdotto anche uno sconto per i contribuenti Irap senza dipendenti, nella forma di un credito d‘imposta pari al 10% dell‘imposta lorda.

Sempre in Senato il governo ha dato via libera alla norma che blocca per il 2015 il livello massimo di imposizione della Tasi previsto per il 2014. L‘aliquota massima non potrà dunque superare il 2,5 per mille.

NOVITA’ SUL FRONTE DISMISSIONI, FONDI PENSIONE

Il governo ha presentato nel passaggio al Senato un pacchetto di misure che dovrebbe rendere più semplice collocare in Borsa nel 2015 il 40% di Poste italiane. Piatto forte è la norma che autorizzerà la spesa di 535 milioni a favore del gruppo guidato da Francesco Caio in attuazione di una sentenza europea.

Sempre nell‘ambito delle dismissioni, il governo prevede l‘inserimento nella rete di Terna della rete elettrica di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato. Fs conta infatti di cedere a Terna la rete, che vale circa un miliardo, entro giugno del prossimo anno.

Tra le maggiori entrate previste dalla legge c‘è l‘aumento delle aliquote sui rendimenti dei Fondi pensione e delle Casse di previdenza. Dopo le proteste degli interessati, in Senato il governo dovrebbe limare questa norma.

Il compromesso che dovrebbe entrare nel maxiemendamento dice che per i fondi pensione l‘aliquota sui rendimenti tornerà dal 20 all‘11% per la quota investita “in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine”, mentre per le casse previdenziali il prelievo torna dal 26 al 20% sempre limitatamente agli impieghi di medio e lungo termine. Spetterà a un decreto del Tesoro indicare quali investimenti rientreranno nel credito d‘imposta. L‘emendamento comporta un costo di 80 milioni dal 2016.

Il disegno di legge prevede di recuperare dalla lotta all‘evasione 2,6 miliardi. Tra le misure più importanti c‘è l‘estensione del ‘reverse charge’ (negli scambi tra imprese è il compratore che versa l‘Iva, non il venditore) al settore energetico e ai servizi di pulizia, di demolizione e di installazione di impianti. Il gettito atteso è di 900 milioni.

Inoltre arriva lo ‘split payment’: le pubbliche amministrazioni verseranno l‘Iva direttamente all‘erario anziché al fornitore al momento di acquistare beni e servizi. Ma in assenza della eventuale entrata in vigore della norma, come clausola di salvaguardia a garanzia dei saldi, è previsto un aumento delle accise sui carburanti per circa 988 milioni.

Sul fronte dei tagli alla spesa non sono attese grosse modifiche in Senato: i ministeri dovrebbero rinunciare a 2,3 miliardi, le Regioni a 4, i comuni a 1,2 e le province a 1.ù

(Roberto Landucci)

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