RPT-Saipem ancora pesante dopo congelamento vendita, timori per aumento capitale

venerdì 12 dicembre 2014 11:18
 

(Ripete senza modifiche aggiustando Ric)

MILANO, 12 dicembre (Reuters) - L'annuncio ieri da parte di Eni di sospendere la vendita della controllata Saipem , a causa delle negative condizioni di mercato, si sta traducendo in un nuovo tonfo in Borsa per la società di ingenieristica e costruzioni sempre più coinvolta in un vortice di ribassi che, da inizio ottobre, gli ha fatto perdere quasi il 50% del suo valore.

Stamani, Deutsche Bank ha portato il nuovo prezzo obiettivo sul titolo a 8 euro da 12,5 euro euro precedente.

"Lo stop alla vendita è un atto dovuto alla luce di quanto si è svalutato l'asset in questione e alla luce anche delle problematiche emerse sulle commesse legate a South Stream di cui non si ha una buona evidenza", sottolinea un analista di una grossa banca d'affari italiana. Per Eni la ricaduta principale "risiede nel fatto che non potrà più deconsolidare il debito di Saipem superiore a 5 miliardi".

Intorno alle 10,30 Saipem cede il 4,55% a 8,29 euro dopo avere toccato un nuovo minimo dell'anno a 8,22 euro, facendo tornare i corsi indietro di 10 anni al 2004. Volumi non eccessivi pari a 6,5 milioni di pezzi circa. Eni perde l'1,53% a 14,16 euro e nuovo minimo a 14,07 euro. Il titolo è tornato ai livelli di fine 2011.

Se per Icbpi, con l'annuncio di ieri, è venuto meno l'appeal speculativo sul titolo, per Equita il congelamento dell'operazione è negativo per l'intera struttura patrimoniale del gruppo. Secondo il broker, infatti, la cessione della controllata "è uno dei catalyst a sostegno alla generazione di cassa, a compensazione delle perdite dal più basso prezzo del petrolio che ha una sensitivity pari a -100 milioni di euro di cassa per ogni dollaro di minor prezzo del petrolio, e il riposizionamento di gruppo con focus sull'E&P, come previsto dal piano strategico".

Inoltre, Equita definisce probabile l'eventualità di ricorrere a un aumento di capitale, peraltro non escluso anche dai vertici di Saipem di recente: "Riteniamo che le decisioni su Saipem in merito a una cessione o a un rafforzamento patrimoniale verranno posticipate alla stabilizzazione/ridefinizione dello scenario di mercato, inclusa l'ipotesi già ventilata di aumento di capitale, che diventa a nostro avviso più probabile, per rafforzare la struttura patrimoniale della controllata".

(Giancarlo Navach)   Continua...