BREAKINGVIEWS - Fiat temeva che finestra per convertendo durasse poco

giovedì 11 dicembre 2014 16:56
 

(L'autore è un opinionista di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse rispecchiano esclusivamente le idee dell'autore)

di Neil e Unmack

LONDRA, 11 dicembre (Reuters) - Nel prezzare il bond convertendo da 2,5 miliardi di dollari, Fiat Chrysler era forse preoccupata che la finestra per lanciare un'emissione di questo tipo non rimanesse aperta a lungo.

I bond convertibili non sono frequenti, quelli a conversione obbligatoria sono particolarmente rari e offrono a chi li emette il modo di raccogliere capitale senza un'immediata diluizione come accade invece con un'offerta diretta di azioni. Il costo però è un alto rendimento fino alla conversione. Secondo i dati

Thomson Reuters, quest'anno ci sono stati in tutto 14 emissioni di bond convertendi, per un valore di 10,5 miliardi di dollari.

Fiat ha davvero bisogno di tagliare il debito. Da qui l'emissione del bond accanto alla vendita di azioni ordinarie. Perchè investire nel primo? Dopo tutto, gli investitori talvolta storcono il naso di fronte ai convertendi perché l'upside è limtato e il downside paragonabile all'equity. I termini dell'obbligazione Fiat contengono poi alcuni aspetti deterrenti. L'emissione è a breve termine, di appena due anni. Quindi uno sbalzo delle azioni del gruppo a ridosso della conversione potrebbe lasciare in mano agli investitori meno delle attese. Il bond poi è sotto l'investment grade con cedole che possono essere posticipate.

Fiat però ha più che compensato questi svantaggi. La cedola è alta, al 7,875%. Per avere un ritorno simile bisogna guardare ai bond bancari con meccanismo di bail-in. Il rapporto finale di conversione - il numero minimo di azioni che gli investitori possono ricevere a scadenza - significa che Fiat potrebbe trovarsi a emettere più azioni delle attese. L'offerta combinata di azioni e bond comporterà una diluizione del 19% contro il previsto 17%, secondo Ubs. Per questo il titolo scivola in borsa.

Gli azionisti pagano un prezzo alto per ottenere il supporto dei bondholder nel piano di riduzione del debito del gruppo. Ma con il titolo Fiat che tratta a 10 volte gli utili futuri, rispetto alle 9 volte dei concorrenti, è un buon momento per la società per vendere azioni. E gli acquirenti del convertibile potrebbero non essere così tanti quando i tassi di interesse Usa inizieranno a salire.

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