Legge Stabilità, Morando esclude una nuova manovra correttiva

mercoledì 10 dicembre 2014 12:53
 

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - Il governo esclude "con forza" che vi sia in prospettiva una nuova manovra di riduzione del deficit pubblico.

La precisazione arriva dal vice ministro dell'Economia, Enrico Morando, durante la sessione di ieri in commissione Bilancio del Senato, secondo quanto si legge nel bollettino della commissione pubblicato oggi.

Dopo un lungo confronto con la Commissione europea, il governo ha modificato la legge di Stabilità per aumentare a 0,3 da 0,1 la correzione nel 2015 del deficit strutturale, calcolato cioè al netto del ciclo e delle una tantum.

"Il testo attuale è prodotto di un compromesso volto a coniugare le esigenze di rientro verso il pareggio di bilancio strutturale con lo spazio finanziario necessario all'attuazione di politiche favorevoli alla crescita dell'economia reale", ricorda Morando.

Per ora la Commissione ha evitato di esprimere una valutazione negativa sulla manovra italiana ma ha avvertito il governo che, in assenza di riforme efficaci, a marzo potrebbe chiedere una ulteriore correzione del disavanzo.

Morando ha ribadito ai senatori che il governo è disponibile a rivedere il nuovo regime fiscale dei fondi pensione e delle Fondazioni di origine bancaria.

La manovra alza al 20 dall'11% l'imposta sostitutiva sui redditi dei fondi pensione. Per enti non commerciali e Fondazioni sale al 77,74% dall'attuale 5% la quota imponibile dei dividendi. L'intero pacchetto assicura un maggior gettito di quasi 900 milioni di euro.

"Il governo è disponibile al confronto per ridare vantaggio comparativo agli enti previdenziali, nella consapevolezza che ciascun punto percentuale di riduzione dell'onere fiscale va compensato per circa 38 milioni di euro", ha detto il vice di Pier Carlo Padoan.

Nel caso delle Fondazioni, Morando dice che "certamente vi è un trattamento più oneroso", tuttavia "il depauperamento patrimoniale di molti di questi soggetti è dovuto alle loro autonome scelte finanziarie degli ultimi anni e non anche ad un trattamento fiscale deteriore".

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