PUNTO 3-Italia, Eurogruppo chiede più sforzi su deficit strutturale

lunedì 8 dicembre 2014 18:46
 

(Aggiorna con Padoan)

BRUXELLES, 8 dicembre (Reuters) - I ministri delle Finanze della zona euro chiedono all'Italia di adottare "misure efficaci" per riportare il deficit strutturale del 2015 in linea con le regole Ue, ma indicano che ci sono ancora margini di trattativa con la Commissione europea.

E' quanto emerge dalla dichiarazione dell'Eurogruppo sui disegni di legge di bilancio 2015, pubblicata al termine della riunione odierna.

"Rileviamo che in base alla valutazione della Commissione, lo sforzo strutturale dell'Italia nel 2015 sarà dello 0,1% del Pil, mentre viene richiesto lo 0,5% del Pil secondo il braccio preventivo (del Patto di stabilità e crescita). Su questa base, saranno necessarie misure efficaci per consentire un miglioramento dello sforzo strutturale", dice il documento.

L'Italia si è impegnata con la Commissione europea a ridurre il deficit strutturale in misura maggiore dello 0,1% previsto dalla nota di aggiornamento del Def di ottobre.

A questo scopo il governo ha negoziato con la Commissione europea una correzione al ddl di Stabilità 2015 nel suo passaggio alla Camera, migliorando l'indebitamento netto del prossimo anno di 4,5 miliardi, con una correzione del saldo strutturale stimata da Roma a oltre lo 0,3%.

L'Eurogruppo dà atto di questo sforzo come quello di impiegare entrate e risparmi di spesa non previsti per ridurre l'indebitamento nel prossimo anno. Riconosce anche che il governo è impegnato in un piano di riforme strutturali per vincere gli elementi di debolezza dell'economia italiana.

Tuttavia, come ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Djisselbloem, l'Italia deve impiegarsi da qui a marzo - quando la Commissione europea darà il giudizio ultimo sul bilancio italiano del 2015 - per arrivare ad un miglioramento del deficit strutturale pari allo 0,5% del Pil.

"La differenza tra lo 0,1% e lo 0,5% è di 0,4%. Entrambe le cose sono possibili; colmare questo gap con nuove misure, oppure parlare con la Commissione su come valutare l'efficacia delle misure già sul tavolo. C'è anche una terza possibilità, che nella sua ultima valutazione la Commissione scopra che lo 0,1% sia in realtà uno 0,2%. Ma il tempo deve essere impiegato per chiudere questo divario", ha detto in una conferenza stampa Dijsselbloem, lasciando aperto un ampio ventaglio di soluzioni.   Continua...