BREAKINGVIEWS - Taglio rating Italia avvicina di un notch fase finale euro

lunedì 8 dicembre 2014 15:55
 

(L'autore è un opinionista di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse rispecchiano esclusivamente le idee dell'autore)

di Neil Unmack

ROMA, 8 dicembre (Reuters) - Il taglio del rating italiano avvicina di un "notch" il finale di partita dell'euro. Per Standard & Poor il debito sovrano italiano è appena un gradino (notch) sopra il livello di spazzatura.

Le agenzie di rating danno delle opinioni, ma il loro punto di vista può spingere gli investitori a comprare e vendere, perché i gestori hanno limiti di rating minimo da rispettare per gli investimenti. Un taglio al livello del cosiddetto debito spazzatura veniva considerato doloroso durante l'ultima crisi. L'Italia è ora ad un gradino sopra quel livello a BBB-.

S&P ha semplicemente messo in risalto quello che i mercati hanno scrupolosamente ignorato. Il paese ha punti di forza, per esempio le entrate di bilancio sono maggiori delle uscite al netto del pagamento degli interessi. Ma la combinazione di stagnazione e l'alto stock di debito rappresentano un pericolo. S&P ha stimato per il 2016 un debito al 133% del prodotto interno lordo.

Una più veloce crescita del Pil potrebbe portare a un miglioramento del rating. E l'ancora relativamente nuovo primo ministro, Matteo Renzi, sta combattendo per portare a termine le riforme che servono per avere maggior dinamismo. Se dovesse fallire la pressione fiscale molto probabilmente aumenterà sollecitando ulteriori futuri tagli del merito di credito.

Se più di un'agenzia di rating dirà che l'Italia non ha più un investiment grade, molti gestori potrebero essere costretti a vendere [titoli italiani] in forza dei mandati ricevuti. Gli unici acquirenti di debito, senza limiti, potrebbero essere le banche italiane. Ma il loro merito di credito probabilmente ne risentirebbe.

Il caos non rimarrebbe confinato in Italia. I mercati globali del credito dovrebbero combattere per digerire un aumento di duemila miliardi di euro nel settore delle emissioni ad alto rendimento, che oggi, secondo Citigroup, valgono solo 428 miliardi. E gli investitori timorosi potrebbero essere spinti ad uscire dal mercato francese, l'altro paese dell'eurozona maggiormente in ritardo con le riforme.

In teoria, la Banca centrale europea, potrebbe comprare tutti i titoli spazzatura italiani che il mercato non vuole acquistare se non a un prezzo accettabile. Ma un aumento degli acquisti da parte della Bce sarebbe veleno politico per la Germania.   Continua...