4 dicembre 2014 / 16:33 / tra 3 anni

PUNTO 2-Fisco, ok definitivo Senato a voluntary disclosure, autoriciclaggio

(Aggiorna con posizione Svizzera)

ROMA, 4 dicembre (Reuters) - L‘aula del Senato ha approvato in via definitiva la legge per favorire l‘emersione dei capitali nascosti, soprattutto all‘estero, e introduce il nuovo reato di autoriciclaggio.

Il testo, già approvato dalla Camera, è passato senza modifiche a Palazzo Madama con 119 sì, 61 no e 12 astenuti.

Il provvedimento prevede che chi opterà entro il 15 settembre 2015 per la “voluntary disclosure” - la collaborazione con il fisco per far emergere i capitali occultati fino al 30 settembre 2014 - pagherà le imposte e gli interessi, ma le relative sanzioni saranno calcolate in misura ridotta.

E’ inoltre esclusa la punibilità per i reati tributari, in particolare la dichiarazione fraudolenta, l‘omessa o infedele dichiarazione, l‘omesso versamento di ritenute certificate, l‘omesso versamento dell‘Iva.

Rispondendo alle critiche di chi, come il M5s, giudica il provvedimento troppo morbido verso gli evasori, il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan risponde che non si tratta di un condono: “La voluntary disclosure è legge. Non è un condono, perché chi aderisce paga tutto il dovuto. Grazie a tutto il Parlamento”, ha scritto su Twitter.

Dall‘altra parte, il provvedimento inasprisce l‘apparato repressivo, che tornerà a dispiegare tutti gli effetti una volta conclusa la disclosure.

Nasce infatti il nuovo reato di autoriciclaggio, volto a punire coloro che impiegano in attività economiche o finanziarie il denaro sottratto al fisco o preveniente da altre attività delittuose, cercando di nasconderne la provenienza, con pene però modulate a seconda della gravità del reato presupposto.

SVIZZERA SODDISFATTA

“E’ una soluzione che soddisfa le esigenze svizzere”, ha spiegato a Reuters una fonte di Berna vicina ai negoziati in corso tra i due Paesi sulla regolarizzazione dei capitali portati oltre confine, sottolineando come il provvedimento consenta di “tassare i capitali facendoli rimanere in Svizzera”.

Altro elemento di soddisfazione da parte svizzera riguarda la possibilità di applicare la voluntary disclosure anche a coloro che detengono conti in Paesi black list, come la Svizzera, a patto che vi sia un effettivo scambio di informazioni con l‘Italia entro 60 giorni dalla entrata in vigore della norma.

“A questo punto l‘accordo è di fatto già scritto e prevederà lo scambio di informazioni su richiesta fino a che non entrerà in vigore quello automatico [presumibilmente dal 2018] e di conseguenza la cancellazione della Svizzera dalla lista nera”, ha aggiunto la fonte.

Unica questione ancora in discussione è quella relativa al trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri ma anche questo problema sembra essere in via di risoluzione, conclude la fonte.

(Roberto Landucci, a Milano Elvira Pollina)

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