Rai, attività servizio pubblico in pareggio con tasso evasione "europeo"-R&S

mercoledì 3 dicembre 2014 16:00
 

MILANO, 3 dicembre (Reuters) - L'attività strettamente legata al servizio pubblico della Rai è in strutturale perdita ma se il tasso di evasione del canone scendesse dall'attuale 27% a un più fisiologico 7% il deficit risulterebbe colmato.

E' un calcolo fatto da R&S di Mediobanca che ha pubblicato oggi una monografia sulla Rai.

Dal 2005 la Tv pubblica italiana indica in una contabilità separata i ricavi derivanti dal gettito del canone e gli oneri sostenuti per la fornitura del servizio pubblico. Da allora ha cumulato perdite per 2,345 miliardi, mentre nel solo 2012, ultimo dato disponibile, sono state pari a 346 milioni.

Sulla base di questi conti, ricorda R&S, la Rai chiede un incremento del canone per ripianare lo squilibrio finanziario.

Secondo una simulazione dell'ufficio Ricerche e Studi di Piazzetta Cuccia, a parità di canone, se solo si riducesse l'evasione al 7%, avvicinandola ai paesi europei, si potrebbero recuperare proprio 346 milioni.

Ne consegue anche che dimezzare o quasi il canone ma abbattere completamente l'evasione - una proposta politica circolata di recente - avrebbe dal punto di vista meramente finanziario un effetto peggiorativo per la Rai.

Va sottolineato che il canone italiano è il più basso in Europa: nel 2013 è stato pari a 113,5 euro contro i 131 euro in Francia, i 174,5 euro del Regno Unito e i 215,8 euro della Germania. Il tasso di evasione nel Regno Unito è pari al 5%, è quasi assente in Francia e Germania.

La Rai ha chiuso il 2013 con un utile netto di gruppo di 5 milioni di euro e ricavi per 2,65 miliardi di cui 1,7 di canone (il 65% circa del totale).

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia