3 dicembre 2014 / 14:38 / tra 3 anni

PUNTO 3-Ast Terni, raggiunto accordo, solo esodi volontari, no cigs

* Renzi in Parlamento si dice “soddisfatto” dopo lunga trattativa

* Guidi: bene piano in 4 anni, break even in 2 anni

* Ast produrrà 1 mln tonnellate annue, sale produzione a freddo

* Thyssen: con accordo taglio costi 100 mln anno (Aggiunge nota Thyssen)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 3 dicembre (Reuters) - E’ stata raggiunta l‘intesa tra governo, sindacati e Ast Terni sul futuro dello stabilimento umbro della società controllata dalla multinazionale tedesca dell‘acciaio, ThyssenKrupp.

Lo ha annunciato il sottosegretario al Welfare, Teresa Bellanova, al termine di un negoziato durato oltre quattro mesi e costato ai lavoratori 35 giorni di sciopero.

Esprime “soddisfazione” il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando in aula alla Camera. Si tratta del secondo accordo in due giorni nel settore siderurgico dopo il passaggio della Lucchini di Piombino agli algerini di Cevital.

L‘accordo prevede che i 290 lavoratori in esubero, su un totale di 2.000, escano volontariamente con incentivi, mentre l‘azienda ha rinunciato a chiedere la cassa integrazione straordinaria.

Ast produrrà almeno 1 milione di tonnellate di acciaio colato all‘anno e farà investimenti per aumentare l‘efficienza di due forni e ampliare la rete commerciale, secondo la Uilm.

“Io ho firmato, stanno completando le altre firme con tutti i sindacati”, ha detto la Bellanova uscendo dal ministero dello Sviluppo economico, sede del negoziato.

“Non ci sono esuberi da gestire. E’ stato tolta dal tavolo la richiesta dell‘azienda di cassa integrazione straordinaria e c‘è l‘impegno che, di fronte a richieste di appalti, si guarderà alle aziende che avranno rapporti di appalto con Thyssen”, ha aggiunto.

DA DOMANI LAVORATORI VOTANO PER ACCORDO

Soddisfatto anche il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, secondo la quale l‘Ast “propone un articolato piano industriale di rilancio, dall‘orizzonte temporale di quattro anni, nell‘ambito del quale si dovrà raggiungere, innanzitutto nei primi 24 mesi, l‘equilibrio finanziario”.

Inizialmente l‘azienda puntava a oltre 530 esuberi - ridotti poi a 290 anche dopo la mediazione del governo - finalizzati a ridurre i costi.

In una nota serale, Thyssen spiega che il piano prevede tagli ai costi per 100 milioni all‘anno “30 dei quali saranno realizzati con l‘accordo di oggi”, attraverso la riduzione di personale. “Negli ultimi anni la società ha dovuto affrontare perdite nette pari a diverse centinaia di milioni”.

Il settore acciaio è stato colpito a livello mondiale da un eccesso di capacità produttiva e l‘industria italiana - la seconda in Europa dopo quella tedesca - ha dovuto affrontare il calo della domanda in un contesto economico di recessione.

Secondo il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, l‘accordo prevede anche l‘aumento della produzione a freddo, con un obiettivo di 700.000 tonnellate all‘anno.

“Per quanto concerne il contratto integrativo, con decorrenza retroattiva dal 1° ottobre 2014, il testo prevede il mantenimento delle maggiorazioni per il lavoro notturno, premio di produttività, indennità di chiamata e l‘indennità di presenza domenicale”, ha detto il sindacalista in una nota.

“Credo che domani i lavoratori daranno [durante le assemblee] il sostegno che merita a questo accordo”, ha concluso Bellanova.

L‘attuazione del piano sarà verificata ogni sei mesi.

(Ha collaborato Steve Scherer)

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