28 novembre 2014 / 12:27 / 3 anni fa

Monetario, brevissimo in tensione su fine mese, focus importo Tltro

MILANO, 28 novembre (Reuters) - Tassi a brevissimo in lieve tensione oltre il riferimento Bce sull‘interbancario cash, in concomitanza con la chiusura del mese, a fronte di un eccesso di liquidità che nella media della settimana resta appena superiore ai 100 miliardi di euro.

La spinta verso l‘alto però rientra già nelle scadenze successive all‘overnight, a testimoniare come l‘effetto sia essenzialmente legato allo scavalco mensile.

Intorno alle 12,50 sul cash europeo l‘overnight passa di mano a 0,7/0,17%, mentre spot/next e tom/next/ risultano rispettivamente a -0,6/+0,4 e-0,5/+0,9.

Più contenuta la tensione sul comparto garantito, dove, spiegano gli operatori, gli effetti dello scavalco sono stati assorbiti nel corso della settimana.

“Chi deve rifinananziare i portafogli non aspeta gli ultimi giorni al ridosso del mese, e di fatto questo ha anticipato l‘effetto scavalco, che è già smaltito”, dice un tesoriere, ricordando com eil repo sia il segmento più dinamico dal punto di vista dei volumi.

Su General Collateral Italia l‘overnight scambia a zero, il tom/next a 0,01% e lo spot/next a zero. Il riferimento Bce per il costo del denaro è 0,05.

“Superando lo scavalco, tutto rientra, mi aspetto un brevissimo che tenda verso lo zero la prossima settimana”, dice un secondo operatore. “Del resto la liquidità in eccesso da qui a fine anno dovrebbe aumentare, comprimendo ancora di più i tassi”.

La Bce è impegnata in una politica più che mai espansiva e le dichiarazioni di diversi esponenti di primo piano hanno reso sempre più concreta la prospettiva di nuove misure non convenzionali.

Il più esplicito è stato il vice presidente Vitor Constancio, che da Londra ha indicato i primi tre mesi del 2015 primo trimestre la finestra temporale in cui verrà eventualmente deciso il lancio di un programma di quantitative easing esteso ai titoli di Stato.

Intervento che sembra agli occhi dei mercati sembra sempre più inevitabile, anche a fronte degli odierni dati sui prezzi al consumo, che continuano a dare segnali di pericoloso cedimento.

D‘altra parte, al fine di tenere ancorate le prospettive di inflazione, il consiglio dell‘istituto centrale si è impegnato ad aumentare il bilancio di 1.000 miliardi dall‘attuale livello, riportandolo intorno ai 3.000 miliardi, livello toccato nel marzo del 2012.

Un compito che appare difficile con le attuali misure messe in campo: il programma di acquisto di covered bond procede al ritmo di qualche miliardo a settimana, e non sembrano esserci grosse speranze sul programma Abs, i cui primi dati verrano resi noti nei prossimi giorni.

Il consiglio si riunirà giovedì prossimo, ma non dovrebbero arrivare decisioni a questo giro. Francoforte sembra propensa ad attedere i numeri relativi alla partecipazione delle banche alla seconda Tltro (operazione di rifinanziamento finalizzata all‘erogazione di prestiti all‘economia), in agenda l‘11 dicembre.

Secondo l‘ultimo sondaggio settimanale condotto da Reuters tra gli operatori, le richieste delle banche si attesteranno a 150 miliardi, che sommati agli 82,6 iniettati a settembre porterebbero il programma a 232,6 miliardi, ben al di sotto del potenziale di 400 miliardi.

Se dovesse materializzarsi questo scenario, sarà difficile per Francoforte non prendere in considerazione l‘estensione del quantitative easing ai titoli di Stato, il segemento di asset più liquido e consistente all‘interno della zona euro.

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