American Express, difesa chiede trasferimento processo usura a Roma

giovedì 27 novembre 2014 15:17
 

BARI, 27 novembre (Reuters) - Nel processo in corso a Trani per usura nei confronti di cinque manager di American Express , le difese degli imputati hanno chiesto oggi di trasferire il processo a Roma, dove secondo i legali sarebbe stato commesso l'eventuale reato.

Sulla richiesta, avanzata dall'avvocato Maurizio Bellacosa e a cui si oppone il pm Michele Ruggiero, i giudici si esprimeranno il prossimo 4 dicembre.

L'inchiesta - partita nel settembre 2009 da una denuncia di alcuni abitanti della zona di Trani che lamentavano l'applicazione di tassi usurari sugli interessi di mora relativi a carte revoling di America Express - ipotizza i reati di truffa e usura aggravate.

Secondo il legale, l'eventuale reato sarebbe stato commesso nel momento in cui è avvenuta l'erogazione del credito, quindi a Roma, dove si trovano le casse della società, e per questo il processo dovrebbe essere trasferito nella Capitale per competenza territoriale.

Gli imputati, che hanno sempre respinto ogni addebito, sono Daniele Di Febo e Melissa Peretti (dirigenti area prodotti carte ed area compliance di Amex) e Giglio Del Borgo, Massimo Quarra e Francesco Fontana (dirigenti dal 2005 ad oggi di Amex).

Nell'inchiesta è emerso che uno dei denuncianti, per non avere pagato una rata di 129 euro entro la scadenza, ricevette una richiesta di pagamento di 686,54 euro; a quella rata sarebbe stato applicato un tasso superiore alla soglia del 28,98% oltre il quale gli interessi applicati vengono considerati usurari e che secondo le perizie avrebbe sfiorato il 250%.

La società ha dichiarato più volte di avere sempre operato nel rispetto della legge e nell'interesse dei clienti.

Le "revolving card" sono carte di credito che consentono di pagare gli acquisti a rate o a saldo e di rateizzare i pagamenti: i tassi sotto accusa venivano applicati sugli interessi di mora, quando il titolare della carta non pagava la rata nei tempi prestabiliti.

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