E.On, gara affollata per asset Italia, ipotesi spezzatino - fonti

lunedì 24 novembre 2014 18:24
 

di Giancarlo Navach e Stephen Jewkes

MILANO, 24 novembre (Reuters) - Diverse fra le principali società energetiche italiane, più alcuni fondi anche stranieri, con la possibile discesa in campo della cinese Shanghai Electric Power. Sono i soggetti interessati agli asset di E.On Italia , 6 gigawatt di generazione e circa 900.000 clienti elettricità e gas per un valore stimato di oltre 2 miliardi di euro, che la casa madre tedesca punta a vendere in blocco o a pacchetti.

Oggi la scadenza delle offerte vincolanti all'adviser Goldman Sachs. Secondo alcune fonti vicine al dossier e alle parti interessate, ad avere presentato le offerte: il fondo F2i per le centrali rinnovabili; Hera per i clienti; Enel per base clienti e forse anche idroelettrico; Erg per asset rinnovabili, essenzialmente eolico e un po' di solare.

Passo indietro per A2A, invece, che intende concentrarsi sul piano industriale e sul progetto di aggregazioni nel settore delle utility.

Della partita sarebbero anche l'utility romana Gala interessata alla base clienti e probabilmente alla centrale a carbone di Fiume Santo, ambita anche dalla cinese Shanghai Electric Power. La centrale a carbone di Fiume Santo ha una capacità di 598 MW.

Ad alcuni asset sarebbero interessati anche il fondi Contour Global, Brookfield e quello tedesco Aquila Capital.

Fuori dalla competizione ufficiale, in una sorta di binario parallelo, Edison (gruppo Edf ) che starebbe andando avanti a trattare direttamente con i tedeschi per tutti gli asset. L'obiettivo sarebbe quello di fondere Edison con E.On Italia e poi quotarne in Borsa una parte.

Due fonti di mercato dicono che Edison potrebbe presentare un'offerta non vincolante per tutto, anche se l'interesse maggiore è per alcuni asset, come la base clienti, l'idroelettrico di Terni e le centrali sarde.

A complicare la trattative sono le centrali termoelettriche di E.On (Ostiglia, Tavazzano e Montanaso, Trapani, Scandale e Livorno) al momento in difficoltà e sotto utilizzate a seguito della crisi dei consumi. Non è da escludere che i tedeschi, insieme all'adviser, puntino a cedere più pacchetti di asset legati fra di loro, comprese alcune centrali termoelettriche, che difficilmente riuscirebbero a collocare da sole.   Continua...