November 14, 2014 / 7:44 PM / 3 years ago

Commissione Ue chiederà a Italia ulteriore correzione - fonte Ue

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ROMA, 14 novembre (Reuters) - La Commissione europea chiederà all'Italia una ulteriore riduzione del deficit strutturale per il 2015, sancendo che la manovra non fa abbastanza per rispettare del tutto le regole di bilancio comunitarie.

Lo riferisce una fonte europea aggiungendo che Bruxelles non esclude di inviare al governo anche una relazione in cui contesta la possibile violazione della regola sulla riduzione del debito prevista dal Fiscal compact.

La decisione a questo riguardo non è stata ancora presa. L'invio di tale relazione rappresenterebbe il primo passaggio verso la possibile apertura, in una successiva fase, di una procedura per debito eccessivo contro l'Italia.

Un portavoce del Tesoro non ha commentato.

Su pressione di Bruxelles, il 28 ottobre l'Italia ha accettato di alzare a oltre 0,3 da 0,1 punti di Pil la correzione strutturale del saldo, cioè al netto del ciclo e delle una tantum.

Allora la Commissione aveva valutato che il bilancio di Roma non meritasse una immediata bocciatura, lasciando comunque la porta aperta alla possibile richiesta di misure aggiuntive.

Il 7 novembre Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro di Matteo Renzi, aveva detto che sarebbe stato "veramente sorprendente" se la Commissione avesse chiesto ulteriori aggiustamenti.

L'esecutivo Ue deve esprimere un giudizio complessivo entro fine novembre.

Al momento la Commissione europea sta ancora valutando quanto grande debba essere la correzione, riferisce la fonte.

Le richieste all'Italia terranno comunque conto del quadro macroeconomico di perdurante recessione: "Non vogliamo formulare raccomandazioni che siano fuori portata e quindi poco credibili", aggiunge la fonte.

L'articolo 126, comma 3, del Trattato di Lisbona recita che se uno Stato membro non rispetta i criteri previsti su disavanzo e/o debito, "la Commissione prepara una relazione".

E aggiunge: "La relazione della Commissione tiene conto anche dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico e la spesa pubblica per gli investimenti e tiene conto di tutti gli altri fattori significativi, compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro".

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