14 novembre 2014 / 17:13 / 3 anni fa

PUNTO 1-Carige, capital plan Cda strada migliore per copertura shortfall

(Aggiunge dettagli, background)

MILANO, 14 novembre (Reuters) - Banca Carige ribadisce che le misure di rafforzamento patrimoniale approvate dal Cda consentiranno alla banca di colmare lo shortfall emerso nei test europei in modo adeguato e nei tempi indicati mentre altre opzioni non sono al momento percorribili o prevedono tempi più lunghi di quelli previsti.

E quanto dice la banca con una lettera inviata alla Fondazione, in risposta alle richieste di chiarimenti da parte del principale azionista sulle iniziative di capital management già approvate dal board per coprire la carenza di capitale di 814 milioni di euro e su eventuali altre opzioni percorribili.

La Fondazione ha già partecipato all‘aumento di capitale da 800 milioni della scorsa estate con una quota 19%, ridotta con la cessione del 27,5% che ha permesso all‘ente di ottenere i mezzi finanziari adeguati a seguire l‘operazione.

Il capital plan di Carige prevede un aumento di capitale di 500-650 milioni di euro e cessioni di asset nel private banking e credito al consumo oltre a quelle già realizzate nelle assicurazioni.

Dopo lo sforzo compiuto, partecipare ad un ulteriore aumento di capitale potrebbe essere eccessivamente oneroso per la Fondazione - il cui patrimonio si è fortemente ridimensionato e ammonta a circa 90 milioni di euro - che rischia così una forte diluizione.

Anche nell‘ipotesi di un aumento da 500 milioni di euro la quota di competenza dell‘ente sarebbe attorno ai 100 milioni di euro.

Quanto all‘eventuale ricorso all‘emissione di strumenti di ‘capitale aggiuntivo di classe 1” (AT1) suggeriti dalla Fondazione, Carige sottolinea che gli shortfall emersi sono stati quantificati dalla Bce in base ai target di coefficienti di “capitale primario di classe 1” (CET1) di qualità superiore.

Pur essendo possibile ricorrere a questa tipologia di strumenti, secondo la banca “è di tutta evidenza che gli interventi diretti a superare gli anzidetti shortfall attraverso azioni di rafforzamento del ‘capitale primario di classe 1’ (CET1) risulteranno maggiormente accoglibili da parte della Bce di quelli che dovessero far leva, invece, sull‘emissione di strumenti patrimoniali di qualità inferiore come quelli di AT1”.

A riprova della non percorribilità di questa strada ci sono inoltre motivazioni legate all‘eccessiva onerosità e al difficile collocamento sul mercato.

Sul fronte della cessione degli asset, la banca dice di avere già esplorato la possibilità di dismettere attività ulteriori a quelle identificate nel piano e in particolare sofferenze, crediti corporate, rami di azienda nel leasing e factoring e alcune partecipazioni minori come quella detenuta in Austostrada dei Fiori.

Tuttavia, “il risultato di tali attività esplorative ha confermato l‘inidoneità di operazioni di questo tipo a far fronte all‘esigenza di una supplementare dotazione di capitale”.

NESSUNA PRECLUSIONE AD M&A MA SOLO DOPO ALTRE MISURE

In tema di aggregazione, auspicata dalla Fondazione prima di realizzare l‘aumento di capitale, la banca non ha “alcuna preclusione” rispetto a scenari di questo tipo ma che potranno avvenire solo dopo le altre misure.

Una eventuale aggregazione richiederebbe, inoltre, tempi più lunghi dei nove mesi consentiti dalla Bce.

Per il testo integrale del comunicato i clienti Reuters possono cliccare su

2 Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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