Italia, da primo rapporto Ue su squilibri giudizi in chiaroscuro

martedì 11 novembre 2014 15:39
 

MILANO, 11 novembre (Reuters) - Mentre pende ancora il giudizio sulla legge di Stabilità del 2015, da Bruxelles arriva un giudizio ancora in chiaroscuro rispetto ai passi avanti compiuti da Roma per ripianare gli squilibri che rendono vulnerabile l'economia.

Nel primo documento tecnico previsto dal meccanismo di monitoraggio di tali squilibri, stilato dal direttorato generale per gli Affari economici e finanziari, non si arriva ad alcuna conclusione rispetto all'apertura di una procedura, né viene in alcun mondo anticipato il giudizio 'politico' sui conti pubblici, atteso per fine novembre.

Il viatico non è però esaltante, se si pensa che proprio l'implementazione di tali riforme è la moneta di scambio offerta dall'esecutivo per ottenere una maggiore flessibilità sui conti pubblici.

"I progressi nei prossimi mesi saranno cruciali per valutare il successo dell'Italia nell'implementare riforme che affrontino questi squilibri", si legge nel rapporto di 27 pagine.

In testa alle preoccupazioni viene indicato il debito pubblico, "fonte di vulnerabilità", in particolare nell'attuale contesto di bassa crescita e inflazione.

Viene inoltre sottolineato come ci sia una "incertezza significativa" rispetto alla spending review e come il programma di privatizzazioni di asset pubblici sta riscontrando ritardi di implementazione.

Sul fronte fiscale, il documento sottolinea come il governo non abbia preso in considerazione lo spostamento del carico fiscale dal lavoro a consumi e ambiente.

Un certo scetticismo traspare anche nei confronti del Jobs Act, il cui impianto viene giudicato tuttavia "adeguato". "Se la prevista riforma del mercato del lavoro ne migliorerà il funzionamento dipenderà dalla scrittura dei necessari decreti di implementazione", avverte il rapporto.

Proprio l'effettiva implementazione delle riforme resta il vero "tallone di Achille" del Paese, nonostante l'accelerazione del governo negli ultimi mesi, scrivono i funzionari europei.   Continua...