11 novembre 2014 / 14:08 / tra 3 anni

PUNTO 1-Ast Terni, trattativa in salita. Bellanova: stop sciopero ma azienda discuta

* Bellanova: da sciopero prezzo alto, commesse all‘estero

* Nuovo round al Mise alle 17,00. Nodo investimenti, forni (Aggiunge dichiarazioni sottosegretario Bellanova)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 11 novembre (Reuters) - Riprende oggi pomeriggio al ministero dello Sviluppo la trattativa per la vertenza delle acciaierie di Terni, dopo il difficile incontro di ieri che ha riaperto il solco tra azienda e sindacati.

Tra i nodi da sciogliere, la garanzia degli investimenti del piano industriale - che dovrebbero salire da 100 a 200 milioni - e il funzionamento dei due forni del sito Ast Terni.

Il ministro dello Sviluppo Federica Guidi aveva detto che Ast è disponibile a mantenere in attività entrambi i forni, uno a piena capacità produttiva e l‘altro in funzione 5 giorni su sette. Ma secondo i sindacati l‘azienda, nell‘incontro di ieri, ha garantito la produzione solo per un biennio senza assicurazione per gli anni a venire.

“O si sblocca lo stallo o c‘è il rischio di rottura”, ha dichiarato ieri sera al termine dell‘incontro di cinque ore il segretario nazionale Fiom, Rosario Rappa.

Il sottosegretario al Welfare, Teresa Bellanova, ha confermato a Reuters che Ast è disponibile a far funzionare entrambi i forni per un biennio. “Per gli anni successivi siamo tutti impegnati a garantire la produttività e redditività” che renda conveniente restare in Italia alla controllata della multinazionale tedesca dell‘acciaio Thyssen Krupp.

In vista della ripresa del negoziato, Bellanova ha rivolto un appello alle parti: “All‘azienda affinché dimostri buona volontà al confronto e limiti le asprezze garantendo gli investimenti e il futuro dei due forni”.

E ai sindacati ha chiesto “di sospendere lo sciopero che dura ormai da 21 giorni. Le persone hanno già pagato un prezzo molto alto. Proseguire con il blocco dell‘attività crea una situazione pesantissima per le acciaierie con le commesse che cominciano a spostarsi all‘estero”.

Mentre la trattativa prosegue in Italia, la prossima settimana una delegazione sindacale si recherà in Germania per incontrare il board di Thyssen.

Dopo la rottura delle trattative tra sindacati e azienda a inizio ottobre, l‘Ast - che vuole economie per 100 milioni di euro, anche attraverso tagli ai costi del personale - ha avviato la procedura di messa in mobilità per oltre 530 dipendenti.

Dopo colloqui separati prima con l‘Ad di Ast Lucia Morselli e poi con i sindacati, Guidi aveva annunciato l‘apertura da parte dell‘azienda a ridurre gli esuberi a 290 in due anni, da gestire con mobilità incentivata, e a mantenere in funzione entrambi i forni.

Negli stessi giorni era montata la tensione a seguito del ferimento, in uno scontro con la polizia a Roma, di alcuni manifestanti giunti nella capitale per protestare contro il piano di esuberi.

(Francesca Piscioneri)

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