Borsa Milano poco mossa a fine mattina, giù UBI, Banco Popolare, bene Saipem

lunedì 10 novembre 2014 12:18
 

MILANO, 10 novembre (Reuters) - Piazza Affari è poco mossa a fine mattina dopo aver oscillato tra segno meno e segno più a riprova di una volatilità alta e di una sostanziale incertezza di fondo che suggerisce di non prendere posizioni.

Se a inizio mattina Milano sembrava aver imboccato la strada di un, seppur moderato, rialzo, è stato il dato della produzione industriale di settembre, in calo dello 0,9% e sotto le attese, a riportare gli indici in negativo.

"Il mercato è tornato negativo per il dato sulla produzione industriale che è decisamente brutto. La situazione generale resta difficile particolarmente per noi", commenta una trader.

Intorno alle 12,05 l'indice FTSE Mib sale dello 0,14%, l'Allshare dello 0,06%. Di poco migliori Londra, Parigi e Francoforte. Volumi milanesi poco sopra i 900 milioni di controvalore.

Spicca il balzo di SAIPEM : i trader fanno riferimento a indiscrezioni di stampa che parlano di un mandato in arrivo a Lazard per trovare soluzioni al rifinanziamento del debito, mossa propedeutica alla cessione della quota da parte di ENI.

Tra le banche sono particolarmente deboli UBI BANCA e BANCO POPOLARE : "le banche eccellenti a livello di capitale si pensa che possano intervenire in aiuto di qualcun altro", commenta un trader. Il riferimento è soprattutto per UBI Banca, oggi tirata in ballo da un quotidiano nell'ambito del salvataggio di Mps. L'indice italiano cede lo 0,53%, quello europeo è piatto.

Positiva ATLANTIA: Equita sim ha confermato il 'buy' anche per i risultati della controllata AdR che "crescono a doppia cifra". "Ci attendiamo - si legge nei daily odierno - che la cessione di una quota avverrà a prezzi interessanti".

Per il resto si ripescano titoli con performance da inizio anno negative come YOOX, FERRAGAMO o anche MEDIASET ma con volumi decisamente sottotono e si vendono quelli con un saldo positivo come TELECOM ITALIA .

CATTOLICA è in asta di volatilità dopo un ultimo prezzo in calo del 12,35% nel giorno in cui parte l'aumento di capitale da 500 milioni che, in ragione dello sconto offerto, è visto come altamente diluitivo e già venerdì aveva depresso il titolo. I diritti sono in asta dopo un ultimo prezzo in calo del 48%.   Continua...