7 novembre 2014 / 12:33 / 3 anni fa

PUNTO 1-Ilva, Ue chiede informazioni a Italia su presunti aiuti di Stato - lettera

* Italia ha fino a 20 novembre per rispondere

* Commissione Ue pensa che Stato diventerà azionista Ilva

* Commissario Ilva Gnudi a Bruxelles la settimana prossima - fonte (Aggiorna con dettagli, dichiarazioni)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA/BRUXELLES, 7 novembre (Reuters) - La Commissione europea sta indagando, ancora a livello informale, su presunti aiuti di Stato concessi all‘azienda siderurgica Ilva, e aspetta dal governo italiano risposte a una lunga serie di quesiti entro il 20 novembre, dice un documento di cui Reuters ha ottenuto una copia.

La Commissione vuole capire, tra l‘altro, se “lo Stato italiano diventerà azionista di Ilva”, la più grande acciaieria d‘Europa con sede a Taranto, che perde diversi milioni di euro al mese.

Nel 2012 Ilva è stata oggetto di un parziale sequestro degli impianti nell‘ambito di una inchiesta per disastro ambientale e il governo ha commissariato il gruppo di proprietà della famiglia Riva allo scopo di abbatterne le emissioni inquinanti.

La Dg Concorrenza della Commissione ha inviato a Roma il 23 ottobre una lettera di otto pagine in cui si chiedono ulteriori informazioni, dopo una prima missiva a fine maggio.

Tre le misure su cui è stato acceso il faro: dal trasferimento all‘azienda di 1,2 miliardi sequestrati dalla magistratura ai Riva, al prestito-ponte concesso da un pool di banche all‘azienda, passando per le bonifiche di aree inquinate effettuate con fondi pubblici.

“La Commissione è in contatto con le autorità italiane riguardo a possibili misure di aiuto in favore di Ilva. Stiamo seguendo la situazione”, ha detto in un commmento via email a Reuters il portavoce della Commissione Ricardo Cardoso.

Al Ministero dello Sviluppo Economico hanno detto di non poter commentare la notizia al momento.

Un portavoce Ilva ha risposto per e-mail che il Commissario straordinario Piero Gnudi “sta fornendo il massimo supporto per mettere a disposizione del Governo italiano le informazioni necessarie a chiarire il quadro della situazione”.

Per chiarire i dubbi della Commissione, Gnudi si recherà la settimana prossima a Bruxelles, ha detto una fonte governativa italiana.

In caso di risposte insufficienti da Roma alle sue richieste, la Commissione minaccia “un‘ingiunzione di fornire informazioni” e una successiva “procedura d‘investigazione formale”.

TRE QUESTIONI

La “prima presunta misura di aiuto” è relativa al trasferimento a Ilva di somme sequestrate dai magistrati alla famiglia Riva, che controlla il 90% dell‘azienda, nell‘ambito di un‘inchiesta per truffa allo Stato.

La legge 116 dell‘agosto scorso “prevede che le somme sequestrate siano trasferite a titolo di aumento di capitale o in conto futuro aumento di capitale”, si legge nella lettera.

“Si prega di confermare che, a seguito del trasferimento delle somme, lo Stato italiano diventerà azionista di Ilva”.

La Commissione si chiede come mai la somma sequestrata ai Riva e depositata presso un fondo amministrato da Equitalia non sia da considerarsi “risorsa statale”.

La seconda questione riguarda il cosiddetto prestito ponte per complessivi 250 milioni di euro concesso da una cordata di banche a Ilva. Per Bruxelles, a questi finanziamenti viene concesso un trattamento particolare che li può accomunare ad aiuti di Stato o che può porre un rischio “anche potenziale per le risorse dello Stato”.

La terza presunta misura d‘aiuto individuata dalla Commissione riguarda il protocollo per interventi urgenti di bonifica sottoscritto da diversi ministeri ed enti locali.

La Commissione chiede all‘Italia di dimostrare che le bonifiche non siano dovute all‘inquinamento da parte di Ilva perché se così fosse non dovrebbe essere lo Stato a sborsare i 119 milioni, ma la stessa azienda, secondo il principio “chi inquina paga”.

Nella lettera Bruxelles chiede tra l‘altro informazioni sulla effettiva situazione finanziaria di Ilva - che per il governo italiano non sarebbe una “impresa in difficoltà” - e sulla possibile costituzione di una new company a cui dovrebbero essere trasferiti “impianti, personale e altri asset collegati all‘attività industriale” dell‘azienda.

Il governo sta cercando da mesi di arrivare alla vendita dell‘azienda. Al momento, sono interessati all‘acquisizione il gigante mondiale dell‘acciaio ArcelorMittal, insieme al gruppo Marcegaglia - oggi principale cliente di Ilva - e l‘indiana Jsw Steel.

Anche il gruppo italiano Arvedi, secondo una fonte a conoscenza del dossier, avrebbe manifestato interesse.

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