PUNTO 1-Monte Paschi pronto a varare aumento fino a 2,5 mld

mercoledì 5 novembre 2014 15:11
 

(Accorpa articoli, aggiunge quotazione)

By Silvia Aloisi and Sophie Sassard

MILANO/LONDRA, 5 novembre (Reuters) - Monte dei Paschi di Siena chiederà fino a 2,5 miliardi di mezzi freschi ai soci per coprire, dal prossimo anno, lo shortfall emerso dallo stress test europeo, ripagare gli aiuti di Stato ricevuti e prepararsi per una possibile integrazione, secondo alcune fonti bancarie.

Il futuro della terza banca italiana, la più antica del mondo, è in bilico da quando dalla valutazione della Banca centrale europea - fatta in vista del passaggio alla vigilanza unica - è emersa la maggiore carenza di capitale tra le banche esaminate in Europa con uno shortfall da 2,11 miliardi che deve essere coperto in nove mesi.

L'aumento è visto come un passaggio necessario a traghettare la banca senese verso una aggregazione - si è fatto il nome della più piccola rivale UBI Banca - dopo gli ultimi disastrosi anni in cui ha perso oltre 9 miliardi di euro e ha visto la condanna dei suoi ex vertici accusati di aver occultato le perdite attraverso complesse operazioni in derivati.

"La ragione per cui tornano a chiedere soldi al mercato è perché non hanno abbastanza tempo per mettere in piedi una soluzione di M&A nel periodo che le concede la Bce", ha detto un banchiere che sta lavorando all'operazione.

"Ma la soluzione per una aggregazione seguirà nei mesi a venire il prossimo anno".

Il presidente di Monte dei Paschi Alessandro Profumo - eletto nel 2012 per provare a rilanciare la banca senese appesantita anche dalla costosa acquisizione di Antonveneta avvenuta alla vigilia della crisi finanziaria globale - ha detto a Reuters in una intervista della scorsa settimana che una fusione è una delle opzioni in esame.

UBI dal canto suo ha detto di non aver avuto alcun tipo di contatto con il Monte su una possibile integrazione ma i banchieri d'affari dicono che una operazione con una banca regionale come Ubi sarebbe politicamente più digeribile perché eviterebbe i pesanti esuberi che comporterebbe invece una fusione con banche di maggiori dimensioni come Intesa o Unicredit.   Continua...