BREAKINGVIEWS-Le relazioni con la Cina test per il protezionismo italiano

mercoledì 5 novembre 2014 12:04
 

(L'autore è un editorialista di Reuters Breakingviews. Le opinioni sono espresse a titolo personale)

di Neil Unmack

LONDRA, 5 novembre (Reuters Breakingviews) - Le aziende cinesi, sia pubbliche sia private, stanno arrivando in Italia a frotte. Il Paese rappresenta un mercato difficile per gli stranieri, ma offre qualità e tecnologia. Un contraccolpo politico potrebbe danneggiare questo processo, ma finora la Cina è stata un pretendente cortese.

Nell'anno in corso fusioni e acquisizioni tra soggetti dei due Paesi hanno raggiunto, fino a questo momento, un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro, oltre dieci volte la cifra registrata nel 2013, secondo i dati di Thomson Reuters. Inoltre l'Ente cinese statale di cambio estero ha investito almeno 2,5 miliardi di euro in titoli italiani mentre fondi e banche statali in Cina e Italia hanno firmato accordi di investimento per 4 miliardi di euro. Gli investitori cinesi "guardano a tutto ciò che si muove", spiega un banchiere italiano.

A parte il beneficio di stimolare i rapporti commerciali con la seconda economia del mondo, non è difficile capire perché l'Italia potrebbe stringere rapporti molto stretti con la Cina: con un debito al 135% del Pil, ha bisogno di capitali stranieri per rilanciare gli investimenti in infrastrutture senza compromettere gli obiettivi di bilancio. L'accordo più consistente raggiunto finora - la vendita di una quota di Cdp Reti alla cinese State Grid per 2,1 miliardi di euro - aiuterà Cassa depositi e prestiti ad alleggerire la pressione dopo il cambio di marcia per acquistare asset dal governo durante la crisi dell'eurozona.

L'arrivo a Palazzo Chigi del premier riformista Matteo Renzi ha reso più appetibili gli asset italiani. E sono ancora vantaggiosi, con l'indice della Borsa di Milano Ftse Mib che offre uno sconto del 14% rispetto all'indice europeo Stoxx 600.

Buona parte degli investimenti sembrano finanziari, come l'acquisto di pacchetti del 2% da parte di Safe in società come Fiat Chrysler e Mediobanca. La dismissione delle Ansaldo da parte del gruppo Finmeccanica offre vantaggi strategici: l'investimento da 400 milioni di euro di Shanghai Electric in Ansaldo Energia aiuterà la società italiana a competere coi rivali stranieri nel campo della produzione di turbine a gas; l'offerta per Ansaldo Sts potrebbe aiutare un consorzio cinese a vendere treni all'estero.

I cinesi non hanno ancora cercato di acquisire il controllo di importanti asset strategici o pubblici. Meglio così, perché agli italiani fa piacere attrarre capitali esteri ma in genere non considerano gli investitori stranieri partner alla pari. Una più decisa presenza cinese potrebbe suscitare la diffidenza degli italiani. Anche le migliori relazioni attraversano momenti burrascosi.

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