3 novembre 2014 / 17:23 / tra 3 anni

PUNTO 1-Snam crolla in Borsa su decisione Autorità energia, ombre anche su Terna

(aggiunge dettagli, commenti, chsiura titolo in borsa)

MILANO, 3 novembre (Reuters) - La pubblicazione venerdì scorso del documento finale per le nuove tariffe di stoccaggio da parte dell‘Autorità per l‘Energia - che ha fissato un costo medio del capitale (wacc) al 6% sotto le attese degli analisti al 6,3% principalmente a seguito di un‘inflazione prevista all‘1,5% - ha avuto un effetto deprimente su Snam in Borsa oggi, la società che attraverso Stogit gestisce la gran parte degli stoccaggi italiani perché questo crea incertezza sul wacc nel 2016 e quindi sulle tariffe.

Il titolo Snam oggi ha perso l‘11,32% a 3,82 euro in un vortice di scambi pari a 5 volte la media sui 30 giorni.

Il documento è stato giudicato negativamente dagli analisti, per la decisione dell‘Autorità di lasciare invariata l‘inflazione nella formula del wacc. Inoltre, si legge in un report di Intermonte: “questa formula potrebbe ripetersi alla fine del 2015 per il trasporto e la distribuzione del gas, con un impatto negativo sugli utili del 6-9% rispetto alle nostre stime attuali”. Inevitabile la revisione al ribasso del prezzo obiettivo che Intermonte ha portato a 4,25 euro.

Un broker ricorda che le tariffe 2015-2018 riguardanti lo stoccaggio di gas valgono per il 15% dell‘Ebit di Snam.

In una nota a commento della decisione, un broker estero sottolinea che l‘autorità ha stabilito che il parametro di remunerazione resterà fisso per tre anni dopo un primo anno di variabilità. In sostanza, il regolatore “vuole fare leva sugli attuali rendimenti bassi dell‘obbligazionario quanto prima e quanto più a lungo possibile”, legando la remunerazione al tasso del benchmark decennale.

La sorpresa negativa, nella decisione, secondo il broker estero, è rappresentata dall‘assenza di aggiustamenti periodici legati all‘inflazione assunta. In pratica, supponendo che il rendimento del benchmark decennale italiano rimanga sui livelli attuali (2,35%), dal 2016 al 2018 la remunerazione dello stoccaggio scenderà al 4,6% dal 6% reale, al lordo delle imposte, del prossimo anno.

Un analista di una banca italiana ritiene che Snam “farà un‘azione di lobby contro la decisione”.

In un report dedicato alle utilities italiane, Credit Suisse allarga il discorso e sostiene che la decisione sulle tariffe del gas sia negativa per tutto il comparto.

Per Snam, intanto, si traduce in rischi di taglio “significativo” degli utili a partire dal 2016. Credit Suisse sottolinea che “l‘assunto utilizzato dal regolatore (un‘inflazione all‘1,5%) è in linea con l‘obiettivo di medio termine del governo, ma significativamente superiore ai livelli attuali”.

In una nota di Mediobanca viene posto l‘accento sul fatto che la remunerazione fissa del 6% è garantita solo per un anno, il 2015, e che l‘assunzione di un‘inflazione dell‘1,5% “non sembra riconoscere il legame ovvio fra bassi tassi d‘interesse e bassa inflazione”.

Mediobanca ha abbassato il rating di Snam ad “underperform” da “neutral” (target di 4,3 euro).

Analisti, broker e trader sono concordi nell‘attendersi una decisione simile dell‘Autorità per quanto riguarda l‘energia elettrica. Ne ha pagato dazio Terna che ha lasciato sul terreno il 6,67% a 3,75 euro.

Mediobanca ha tagliato il rating di Terna a neutral da outperform, target price di 4,1 euro.

(Massimo Gaia, Giancarlo Navach)

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