3 novembre 2014 / 10:03 / tra 3 anni

Carige balza in borsa, mercato specula su ingresso nuovi investitori, M&A

MILANO, 3 novembre (Reuters) - Banca Carige rimbalza a Piazza Affari spinta dalle speculazioni sull‘interesse di nuovi investitori ad entrare nel capitale della banca ligure bocciata negli stress test e sulle possibili operazioni di M&A.

Attorno alle 10,45 il titolo segna un rialzo di oltre il 9% a 0,0729 euro, circa dopo avere perso oltre il 28% nelle ultime cinque sedute.

Carige è il migliore titolo dell‘indice FTSE ALL-Share delle banche italiane, in rialzo dello 0,27%.

I volumi sono vivaci con 42,7 milioni di titoli trattati, in linea alla media delle ultime trenta sedute (84 milioni di pezzi) ma sotto gli scambi, particolarmente intensi, delle ultime cinque giornate.

Secondo la stampa Andrea Bonomi, numero uno di Investindustrial, è pronto per un investimento nella banca guidata da Piero Montani che dovrà coprire la carenza patrimoniale da 814 milioni di euro emersa dai test della Bce in gran parte con un aumento di capitale, previsto tra 500 e 650 milioni.

Tecnicamente l‘ingresso nel capitale della banca da parte di Bonomi con una quota significativa potrebbe avvenire in diversi modi: acquisendo i diritti dell‘aumento sul mercato o dalla Fondazione, o un mix dei due. Non è stato possibile avere un commento da Investindustrial.

La stampa insiste inoltre su un interesse della famiglia Malacalza.

“Il mercato vedrebbe con favore l‘arrivo di un forte azionista privato, ma l‘esperienza dei recenti aumenti di capitale insegna che la pressione sui titoli rimane significativa fino all`inizio dell‘operazione”, commenta Equita Sim.

Icbpi ritiene che i tempi per un eventuale significativo ingresso nel capitale di soggetti terzi siano lunghi.

“Al momento gli unici fattori certi sono costituiti dall‘aumento di capitale da almeno 500 milioni e dall‘impatto positivo sulla riduzione dello shortfall derivante dalla cessione delle assicurazioni”, sottolinea il broker.

Il mercato guarda inoltre a possibili operazioni di aggregazione caldeggiate dalla Fondazione Carige, da realizare anche prima dell‘aumento di capitale.

Secondo il presidente dell‘ente, Paolo Momigliano, questa opzione “fa parte delle possibilità”.

“I tempi ci sarebbero. Dal nostro punto di vista ci sarebbe una creazione di valore”, ha detto a Reuters venerdì.

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