23 ottobre 2014 / 13:33 / 3 anni fa

Trasporti, Italia base espansione per compagnie aeree Golfo

* Emirates conquista rotte, Etihad compra quote

* Sale pressione su vettori europei colpiti da low cost

di Nadia Saleem e Agnieszka Flak

DUBAI/MILANO, 23 ottobre (Reuters) - Dopo avere trasportato milioni di viaggiatori attraverso i loro lussuosi scali in patria, le compagnie aeree del Golfo si contendono il mercato italiano che considerano maturo per l‘espansione e fondamentale per spostare traffico sulle rotte a lungo raggio.

Cresce così la pressione sui vettori europei che stanno già perdendo quote di mercato sulle tratte a corto raggio a favore delle compagnie low cost.

L‘Italia rappresenta il quarto mercato europeo per i viaggi, una delle principali mete turistiche del mondo, e la sua industria della moda e degli articoli in pelle alimenta la domanda di viaggi di lavoro.

Inoltre i problemi di Alitalia hanno comportato lo spostamento di gran parte del traffico sul lungo raggio dal cuore industriale nel Nord Italia alle città tedesche di Francoforte e Monaco.

Le compagnie del Golfo, alla ricerca di rotte su cui impiegare le loro flotte in continua crescita, hanno intercettato questa carenza nei voli a lungo raggio e hanno esteso le loro attività all‘Italia.

Ciò significa portare via passeggeri in Europa alla tedesca Lufthansa, alla britannica Airways e alla francese Air France-KLM, e a Delta Air Lines e American Airlines negli Stati Uniti.

“Il mercato italiano ha una quantità significativa di scambi nell‘industria della moda e degli articoli in pelle, ma gli manca un vero hub carrier”, ha spiegato George Hamlin, consulente per l‘aviazione con base in Virginia.

“I vettori del Golfo stanno creando allarme tra i tradizionali vettori europei. Se le compagnie aeree fossero redditizie, non sarebbero preoccupate”, dice Hamlin, aggiungendo che gli europei sono inadatti a battaglie per i prezzi per via delle loro strutture con costi più alti.

I vettori europei da tempo lamentano uno svantaggio rispetto alle linee aeree del Golfo, che possono contare sul sostegno di governi ricchi che vogliono far crescere il settore aereo e il turismo. Inoltre, i vettori del Golfo hanno meno pressione non essendo tenuti a pubblicare i risultati trimestrali e a rispettare le norme europee per l‘impiego.

NUOVE ROTTE, NUOVI INVESTIMENTI

Emirates da ottobre dell‘anno scorso è il vettore mediorientale che fa volare i passeggeri sulla rotta Milano-New York. Ora offre circa un milione di posti sulle rotte a lungo raggio per l‘Italia, seconda sola ad Alitalia che ne offre 2,1 milioni, secondo Oag, fra i principali data provider di settore.

Emirates, quarto vettore al mondo per il traffico internazionale, questo mese alza la barra schierando il popolare superjumbo A380 da Dubai a Milano.

Le tariffe offerte da Emirates sulla Milano-New York mirano a erodere le posizioni delle rivali American, Delta e Alitalia.

Intanto il competitor Etihad Airways ha grandi progetti per Alitalia, di cui ha deciso di acquistare il 49% - un‘operazione su cui è atteso a breve il verdetto dell‘Ue - che va ad aggiungersi alla sua collezione di pacchetti di minoranza di compagnie aeree in giro per il mondo.

“L‘Italia, che mercato... ha enorme potenziale”, ha detto questa settimana l‘AD James Hogan ai giornalisti a Milano, spiegando che Etihad punta a far crescere le rotte transatlantiche di Alitalia da Milano e Roma verso l‘America, e le sue connessioni sul lungo raggio con altre parti del mondo.

Emirates è la più grande e la più vecchia delle compagnie aeree del Golfo, seguita da Qatar Airways. Ma è Etihad, il vettore più giovane e con minore accesso all‘Europa, che si sta dimostrando la vera minaccia.

A differenza di Emirates, che cresce organicamente e non crede nelle partnership azionarie, Etihad ha guadagnato terreno grazie alla combinazione di acquisti di pacchetti e codeshare.

Sostenuta dalla ricchezza di Abu Dhabi legata al petrolio, Etihad ha acquistato quote di otto compagnie aeree, cinque delle quali europee: Air Berlin, Aer Lingus, Air Serbia, Darwin Airline e da ultimo, Alitalia.

Il vettore emiratino ha deciso di acquistare quasi metà di Alitalia lo scorso agosto, impegnandosi ad investire 560 milioni di euro nella compagnia di bandiera italiana in forte difficoltà e a riportarla alla redditività entro il 2017.

“Etihad sta chiaramente emergendo come il vincitore”, ha detto a proposito del mercato italiano Andrea Giuricin, analista del settore trasporti all‘Università Bicocca di Milano, sottolineando che la compagnia emiratina si è garantita il sostegno del governo, cruciale per operare in Italia.

PILLOLA AMARA

Come era prevedibile, le compagnie europee ed americane minacciate da questi vettori in rapida crescita si sono mosse per cercare di bloccarli.

Assaereo, associazione dei vettori italiani, ha avviato un‘azione legale, sostenendo che a una compagnia non europea come Emirates non dovrebbe essere consentito di volare dall‘Italia sulla rotta transatlantica.

Un tribunale italiano ha dato ragione ad Assaereo vietando ad Emirates di volare da Milano a New York. Ma la decisione è stata sospesa dal Consiglio di Stato e la compagnia del Golfo continua a volare su quella rotta in attesa di una decisione sul suo appello attesa entro la fine dell‘anno.

Anche Etihad ha le sue battaglie da portare avanti, con la questione del 29% in Air Berlin e del codeshare con il vettore tedesco sotto la lente delle autorità.

Ma la sfida rappresentata dai giganti del Golfo è una pillola amara che alla fine l‘Europa dovrà rassegnarsi a mandare giù.

Contratti di lavoro costosi, aerei vecchi e la crescente competizione da parte delle compagnie low cost hanno eroso i profitti dei vettori tradizionali, e costretto per esempio Alitalia e Air Berlin a cercare aiuto nel ricco Golfo.

“Ci sono decine di offerte sulle nostre scrivanie ogni settimana da compagnie aeree che cercano fondi e partnership. Molte anche dall‘Europa, ma dobbiamo scegliere quelle che funzionano per noi”, ha detto un alto rappresentante dell‘aviazione del Golfo.

Gli scioperi che hanno interessato Air France e Lufthansa nelle ultime settimane sono stati costosi per le compagnie europee, mentre i rivali del Golfo stanno cercando di accaparrarsi clienti con la promessa di bar e docce a bordo.

“Uno dei punti di forza delle compagnie del Golfo è il servizio”, spiega Richard Aboulafia, vicepresidente analisi del gruppo di consulenza per l‘aviazione Teal Group. “L‘Europa è vulnerabile di fronte ai vettori del Golfo che offrono un servizio di più alto livello”.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below