Private equity Italia, investimenti e raccolta su in sem1, bene esteri

martedì 21 ottobre 2014 16:53
 

MILANO, 21 ottobre (Reuters) - L'industria del private equity italiana ha archiviato il primo semestre con investimenti e raccolta in crescita, frutto soprattutto del ritrovato attivismo degli operatori internazionali.

E' quanto è stato spiegato dall'Aifi, l'associazione del private equity e venture capital, nel corso di un incontro con la stampa per la presentazione dei dati.

L'ammontare investito, tra gennaio e giugno, è aumentato del 34,3%, a 1,89 miliardi di euro. In calo, però, il numero delle operazioni: 139 (-13,7%). Di conseguenza, è cresciuto l'ammontare medio investito, dato che si riflette nel balzo dei buyout: +24,8%, a 1,152 miliardi.

Prosegue l'andamento positivo nel segmento expansion (operazioni di minoranza finalizzate a sostenere i programmi di sviluppo di imprese esistenti): +69,5% nell'ammontare investito, che si attesta a 703 milioni.

In crescita la raccolta: +167,3%, a 434 milioni, dato che sale a 491 milioni se si considerano gli operatori captive. Otto operatori hanno raccolto capitali.

Guardando alla tipologia degli operatori che hanno investito, il 55% è rappresentato da soggetti internazionali, di cui un'ampia fetta senza base in Italia. "E' l'effetto dell'uscita di diversi fondi dal paese", ha spiegato Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi, "della chiusura degli uffici italiani". Francesco Giordano, partner di PwC-Transaction Services (che cura la ricerca con Aifi), ha sottolineato che "sebbene diversi operatori esteri abbiano lasciato l'Italia, continuano a fare operazioni nel nostro paese". Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, ha evidenziato che "l'Italia è tornata ad essere un oggetto interessante".

A livello di ammontare medio investito la categoria operatori regionali/pubblici ha registrato un dato di 15,5 milioni grazie all'impulso del Fondo Strategico Italiano. Interessante anche l'ammontare medio delle investment company (8 milioni), dato influenzato dall'investimento di Tamburi Investment Partners in Eataly.

La chiusura del canale delle Ipo rende più difficile le exit: l'ammontare dei disinvestimenti è sceso del 19,9%, a 886 milioni, ma il numero è salito del 4,6% (68 operazioni). A livello di modalità di exit il 'trade sale' (la vendita a un soggetto industriale) si conferma prevalente.

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