Linea Group, Ipo o fusione con Acsm-Agam, più sfumata ipotesi A2A-sindaco

martedì 21 ottobre 2014 15:57
 

MILANO, 21 ottobre (Reuters) - Le prossime settimane saranno decisive per il futuro di Linea Group, la multiutility controllata dai comuni di Cremona, Rovato, Lodi, Pavia e Crema. Tre le ipotesi sul tavolo: lo sbarco in Borsa o la fusione con A2A o con la più piccola Acsm-Agam. A breve sono previsti incontri fra i sindaci dei diversi comuni che controllano le tre aziende, quindi anche con Milano, Brescia, Como e Monza, per vedere qual è la strada da seguire.

"Sul tavolo ci sono tutte le ipotesi: dallo stare da soli, quindi il collocamento di una parte del capitale o l'accordo con altre società, come A2A che non è l'unica e non la principale. Stiamo ragionando e valutando le varie opzioni", dice a Reuters il sindaco di Lodi, Simone Uggetti, del centro-sinistra.

L'ipotesi alternativa per Linea Group - 700 milioni circa di ricavi nel 2013, mol di 95 milioni e oltre un milione di abitanti serviti nella distribuzione di gas ed energia elettrica nel Sud della Lombardia - è quella di un matrimonio con la multiutility di Como e Monza che poco più di un mese fa ha sottoscritto una lettera di intenti non vincolante con i Cda di Gelsia e Aeb ai fini di una aggregazione industriale e societaria. Già in passato ci sono stati tentativi per una fusione fra i due gruppi, che non si sono mai concretizzati.

"Fra i sindaci dei comuni azionisti di Linea Group c'è una sintonia importante. Nelle prossime settimane abbiamo in programma una serie di incontri con gli altri sindaci per gli approfondimenti", aggiunge il sindaco di Lodi.

A far propendere la bilancia più verso Acsm-Agam che A2A sarebbero le dimensioni più piccole della utility di Como e Monza che consentirebbero anche ai soci di Linea di avere maggiore voce in capitolo viste le dimensioni dell'azienda; mentre nel caso di una fusione con A2A finerebbero per essere assorbiti quasi del tutto dal colosso di Milano e Brescia.

Molto dipenderà da quali saranno gli incentivi previsti dalla bozza della legge di Stabilità che all'articolo 43 prevede che entro il 31 marzo prossimo gli enti locali dovranno definire e approvare un piano operativo al riguardo. L'aspetto più importante prevede che gli enti locali potranno utilizzare i proventi derivanti dalla dismissione totale o parziale, anche a seguito di quotazione, di partecipazioni in società di gestione dei servizi pubblici locali al di fuori del patto di Stabilità interno.

(Giancarlo Navach)

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