20 ottobre 2014 / 14:08 / tra 3 anni

PUNTO 2-Btp Italia, poco meno di 3 mld ordini in primo giorno retail

(riscrive dopo chiusura libro ordini)

MILANO, 20 ottobre (Reuters) - Si ferma poco sotto i tre miliardi di euro la raccolta ordini per il nuovo Btp Italia ottobre 2020 nella prima seduta di sottoscrizione da parte degli investitori retail.

I 2,955 miliardi rappresentano un risultato lontano dai 6,7 miliardi al termine del primo giorno di offerta dell‘edizione precedente ad aprile, anch‘essa a sei anni, e ancor più distante dai 16,8 dell‘operazione ‘monstre’ di novembre dell‘anno scorso, a scadenza però quattro anni, chiusasi al record di 22,3 miliardi che aveva peraltro suscitato in Via XX Settembre qualche malumore.

A fare la differenza sembra soprattutto la limatura della cedola, “non di certo generosa” secondo una delle stesse banche capofila stesse della transazione.

Da aprile a questa parte, per non parlare di fine 2013, la situazione sui mercati è però profondamente mutata.

“In una fase di mercato come quella attuale, considerato la caduta delle borse e il balzo dello spread, un libro ordini di circa tre miliardi non è affatto male” commenta lo strategist UniCredit Luca Cazzulani.

Il riferimento è ai brividi tornati a percorrere la spina dorsale degli investitori soltanto la settimana scorsa, quando Piazza Affari ha perso oltre il 7% in sole due sedute e lo spread Btp/Bund ha superato brevemente i 200 punti base.

Oltre a proteggere dal rincaro del costo della vita, lo strumento offre teoricamente uno scudo anche contro il ben più concreto fantasma ‘deflazione’, continuamente evocato da politici e banche centrali - naturalmente Germania esclusa.

In caso di prezzi al consumo negativi come quelli attuali, infatti, la cedola minima è modesta ma garantita e non può essere erosa.

Prezzato alla pari e distribuito secondo la consueta formula ‘a rubinetto’, il titolo paga una cedola minima garantita pari a 1,15%, da mettere a confronto con l‘1,65% di aprile e con il 2,15% dell‘anno scorso a novembre.

Il prestito è agganciato all‘inflazione nazionale a livello di indice Foi, paramentro che su base tendenziale ha evidenziato a settembre una flessione di 0,1% da confrontare con il +0,5% di aprile e il +0,6% di novembre 2013.

Il coupon reale potrà essere ritoccato - unicamente verso l‘alto - al termine della raccolta ordini: ancora domani e dopodomani i piccoli investitori su piattaforma Mot, mentre giovedì mattina dalle 9 alle 11 tocca agli istituzionali, che nelle edizioni precedenti hanno presentato ordini particolarmente aggressivi, nma che questa volta si dovrann confrontare con l‘introduzione del meccanismo di riparto.

“La domanda non è esplosiva come nelle ultime due edizioni, ma la risposta non è male, tenendo conto che stiamo parlando di clientela retail. Il plus a mio avviso è la protezione che il Btp Italia, a differenza di altri linker, garantisce dal rischio deflazione”, osservava nel primo pomeriggio un operatore.

Sempre secondo Cazzulani, l‘investitore retail tende a concentrarsi sul livello basso della cedola, “tenendo conto anche che molti hanno già acquistato le edizioni precedenti, ma gli istituzionali si comporteranno naturalmente in modo diverso: si tratta comunque di un titolo attraente anche per costruire posizioni rispetto alla curva nominale”.

Non semplice un paragone a livello europeo, considerando che l‘unico confronto potrebbe essere fatto sull‘Oati francese, agganciato anch‘esso all‘inflazione nazionale, che ha però scadenza 2023 ed è stato collocato la scorsa settimana in asta al tasso medio di 0,60%. L‘Oati luglio 2021, lanciato a ottobre 2012, offre intanto sul mercato un rendimento negativo nell‘ordine di grandezza dello 0,3%, mentre Spagna e Germania mettono a disposizione degli investitori soltanto strumenti agganciati all‘inflazione armonizzata della zona euro.

Ancora più fuorviante un ipotetico confronto contro il Btp nominale più vicino per scadenza, il titolo settembre 2020, ex decennale cedola 4% che sul secondario paga circa 1,5% ma viaggia 14 centesimi oltre la pari.

Arrivato con oggi ormai alla settima edizione, lo strumento Btp Italia ha comunque già fruttato al Tesoro quasi 87 miliardi e potrebbe facilmente raggiungere i cento.

Il ministero dell‘Economia - va da ultimo ricordato - ha già coperto oltre l‘80% delle esigenze di raccolta per l‘anno in corso.

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