15 ottobre 2014 / 16:08 / 3 anni fa

PUNTO 1-Enel, offerte vincolanti asset Slovacchia, Romania entro novembre-ad

* Starace annuncia chiusura 23 impianti obsoleti in Italia

* Ad esclude ricadute su 700 addetti coinvolti

* Verso piano industriale con più investimenti per crescita

* Confermato obiettivo debito 37 miliardi a fine anno (Unisce articoli e aggiunge altre dichiarazioni)

di Alberto Sisto

ROMA, 15 ottobre (Reuters) - Enel attende le offerte vincolanti per gli asset messi in vendita in Slovacchia e Romania entro il mese di novembre.

Lo ha detto l‘amministratore delegato Francesco Starace in un‘audizione parlamentare in cui ha anche annunciato la chiusura di 23 impianti in Italia con potenza complessiva pari a 11 gigaWatt.

L‘ex monopolista elettrico italiano, che è una delle utility europee più indebitate, intende cedere il 66% di Slovenske Elektrarne che è il principale operatore slovacco nel settore della generazione di energia elettrica con una quota di mercato prossima all‘80%.

In Romania Enel punta a vendere il 64,4% di Enel Distributie Muntenia e di Enel Energie Muntenia, il 51% del capitale sociale di Enel Distributie Banat, di Enel Distributie Dobrogea e di Enel Energie, nonché il 100% del capitale sociale della società di servizi Enel Romania. Le società gestiscono una rete elettrica di circa 91.000 chilometri dove distribuiscono circa 14 TWh all‘anno (quota di mercato del 34% su base nazionale) e vendono quasi 9 TWh all‘anno (con una quota di mercato del 38%).

“Attendiamo le offerte vincolanti per la Slovacchia a fine novembre. Anche in Romania arriveranno a novembre, ma [per gli impianti di distribuzione] la procedura è più avanti di 2/3 settimane”, ha detto Starace in un‘audizione al Senato.

Enel aveva annunciato in luglio l‘avvio delle procedure di vendita nel quadro del rafforzamento della struttura patrimoniale, secondo quanto previsto dal Piano industriale 2014-2018.

L‘obiettivo del gruppo, confermato anche oggi da Starace, è di portare a fine anno l‘indebitamento finanziario netto a 37 miliardi dai 43 miliardi di fine giugno.

MENO INVESTIMENTI IN MANUTENZIONE

Ai senatori della commissione Industria Starace ha anche detto che le attuali situazioni del credito fanno apparire meno urgente la necessità di fare le dismissioni.

Tuttavia, Enel ha deciso di procedere “ugualmente, sia pure per altri motivi” come uscire dai mercati meno promettenti.

Il top manager, che guida Enel dallo scorso maggio, ha ricordato che proprio ieri il gruppo ha firmato una lettera di intenti con Bank of China per un finanziamento da 1 miliardo “a condizioni molto competitive”.

I dirigenti di Enel stanno lavorando al nuovo piano industriale che sarà aggiornato a marzo 2015 con l‘obiettivo di spostare risorse dalla manutenzione alla crescita.

Dalle slide distribuite in Commissione si vede che dei 26 miliardi circa di investimenti previsti la scorsa primavera il 65% (circa 17 miliardi) sarebbe dovuto andare alla manutenzione e il 35% allo sviluppo.

“Cambieremo [il piano industriale] spostando un congruo numero di miliardi da manutenzione a crescita”, ha detto Starace.

In questa prospettiva va la decisione di mettere a punto una lista di 23 impianti, tutti in Italia, “potenzialmente da dismettere”. Per nove di questi la chiusura era stata già annunciata. Si tratta di centrali, a fonte fossile ferme da anni, per una potenza complessiva di 11 gigaWatt e con 700 addetti. Per questi Starace ha detto che non si creeranno problemi perchè pensionabili o ricollocabili.

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