October 15, 2014 / 12:47 PM / 3 years ago

PUNTO 1-Tenaris sotto pressione su discesa prezzi greggio

5 IN. DI LETTURA

(Aggiunge analista, aggiorna andamento titolo)

MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Seduta di sofferenza per Tenaris, che paga dazio alle previsioni sui prezzi del petrolio.

Attorno alle 14,40, il titolo della società guidata da Paolo Rocca cede il 4,56%, a 15,28 euro, dopo aver segnato un minimo di 15,21 euro. Intensi gli scambi: sono passati di mano circa 2,6 milioni di pezzi, contro una media dell'intera seduta di 2,184 milioni negli ultimi trenta giorni.

Un dealer non vede motivazioni specifiche per la debolezza del gruppo che controlla Dalmine, salvo "la pressione generalizzata a cui da tempo è sottoposto il settore petrolifero".

Anche un analista che segue Tenaris attribuisce la flessione "al prezzo del petrolio".

Un altro analista che segue Tenaris attribuisce la debolezza odierna, oltre che al prezzo del greggio, alle attese sui risultati del terzo trimestre. Secondo le stime dell'analista, il gruppo dovrebbe aver chiuso il periodo con un Ebitda di circa 610 milioni di dollari (622 milioni nel terzo trimestre dell'anno scorso).

E, aggiunge l'analista, non è prevedibile un rimbalzo sostanziale nel quarto trimestre.

L'analista ricorda il rafforzamento del titolo dopo che i produttori coreani sono stati colpiti da dazi negli Usa, ma questa decisione non si è ancora tradotta in maggiori volumi. Altre chiavi per il recupero del titolo sono i benefici della riforma energetica in Messico e gli investimenti in Argentina.

L'analista, infine, sottolinea che, sulla base delle previsioni riguardanti le decisioni dell'Opec a novembre, ci si attende che i prezzi del greggio leggero Usa restino sotto quota 90 dollari il barile, con un conseguente rallentamento dell'attività di esplorazione e una cancellazione di progetti riguardanti fonti non convenzionali.

Un quadro più preciso si avrà domani in occasione di un incontro con gli investitori che Tenaris terrà a New York.

Prezzi Greggio Visti Ancora Deboli

Se si guarda agli altri titoli del settore quotati a Piazza Affari, la prevalenza delle vendite è netta: Eni arretra del 2,42% e Prysmian (legata all'energia) del 2,54%. Poco meglio Saipem : -1,79%.

In una breve nota dedicata al settore petrolifero, Banca Imi ricorda che l'Arabia Saudita non vuole ridurre la quota di produzione di greggio, una decisione che sta impattando negativamente sui prezzi. "Un prezzo inferiore a 90 dollari il barile per un periodo di tempo relativamente lungo potrebbe tradursi in ulteriori ritardi nei progetti offshore da parte delle compagnie petrolifere", si legge. Imi vede rischi al ribasso per Saipem (rating add e target price di 19,60 euro). E aggiunge: Tenaris (hold, 15,80 euro) "può essere impattata negativamente dalla debolezza del prezzo del petrolio dato che il gruppo registra il 40% circa delle vendite in Nord America".

L'Iran, secondo quanto riferito da una fonte vicina alle politiche petrolifere di Teheran, ritiene che il calo dei prezzi del greggio non rappresenti un problema.

In vista del meeting dell'Opec di novembre, quindi, prende corpo l'attesa che le quote di produzione dell'organizzazione non cambieranno, dato che Arabia Saudita e paesi del Golfo sono già schierati per mantenerle invariate.

La conseguenza è che Brent e greggio leggero Usa stanno rinnovando i minimi dal 2010.

E i mercati non sembrano prevedere un cambiamento di rotta.

Non la pensa così International Strategy & Investment Group (Isi). Da un un report dedicato al settore petrolifero in America, di cui Isi avvia la copertura, traspare una view positiva, che, ammette l'analista, "va contro il sentiment prevalente del mercato".

Isi attribuisce a Tenaris rating hold e target price di 41 dollari.

Contrariamente alle previsioni prevalenti, Isi vede una crescita dell'attività petrolifera nel 2015 nell'emisfero occidentale. E sottolinea l'impatto della riforma energetica in Messico, oltre a prevedere un incremento del mercato in Sud America.

Isi, infine, stima un rally dei prezzi del greggio nell'ultima parte dell'anno e un'accelerazione nel 2015.

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