Enel, per cambio strategia su minority in piano industriale-fonti

lunedì 13 ottobre 2014 17:59
 

ROMA, 13 ottobre (Reuters) - Il nuovo Ad di Enel Francesco Starace ha una visione completamente diversa da quella del suo predecessore, Fulvio Conti, in tema di governance nelle controllate. Per questo in occasione dell'aggiornamento del piano industriale, a marzo 2015, rivedrà al ribasso le somme stanziate per acquisto di minority.

Lo riferiscono due fonti a conoscenza del dossier, mentre il gruppo non commenta.

Enel ha previsto nel proprio piano industriale 2014-2018 9,7 miliardi per acquisizioni e per riacquisto di quote di minoranza di cui 1,8 miliardi destinati alle minority nelle controllate in America Latina di Enersis.

"La spesa verrà rivista al ribasso e le risorse destinate ad altri impieghi", ha detto la prima fonte.

La seconda fonte ha spiegato che all'origine di questa scelta "c'è una diversa filosofia fra i due manager che si sono alternati alla guida del gruppo elettrico. Conti voleva comandare nelle società acquistate senza dover fare i conti con altri azionisti, forse scottato dallo scontro con l'imprenditore spagnolo Josè Manuel Entrecanales al momento dell'ingresso in Endesa. Per questo aveva messo a punto il piano di riacquisto delle quote di minoranza degli altri soci così da avvantaggiarsi anche della buona redditività di queste aziende localizzate in Paesi a forte crescita".

Starace, continua la fonte, "ha un'altra filosofia. Se i soci di minoranza condividono strategia e obiettivi [dei soci di maggioranza] non c'è motivo di spendere soldi per acquistarne le azioni. I soldi risparmiati possono essere investiti in altro modo. E questo sia che si tratti della partecipazione di un Comune ad una società di distribuzione in America latina che di azionisti di minoranza in Endesa".

L'Ad Starace ha fatto sapere che sta studiando la possibilità di scendere nel capitale della controllata spagnola.

Nell'arco 2014-2018 Conti aveva scritto di voler aumentare dal 65% al 76% il rapporto fra utile di gruppo e utile complessivo, comprendente la quota degli azionisti di minoranza, aumentando appunto la quota di partecipazione nelle società controllate.

(Alberto Sisto)

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