10 ottobre 2014 / 14:28 / tra 3 anni

RPT - PUNTO 1-Fondi cofinanziamento Ue, bene apertura Merkel a modifiche - Delrio

(aggiunge dichiarazioni, background, cambia titolo ultima parte)

MILANO, 10 ottobre (Reuters) - Il governo italiano accoglie positivamente le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha espresso disponibilità a modificare le procedure relative ai fondi di cofinanziamento per meglio conciliare il loro utilizzo con le regole relative ai parametri bilancio Ue. Mentre sul piano europeo emergono aperture ma anche rigidità.

“E’ il tema di oggi, come conciliare il rigore con lo sviluppo. Siamo abituati a prendere molto sul serio le parole della cancelliera Merkel”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, a margine dei lavori della riunione informale dei ministri Ue delle politiche di coesione. Un concetto ribadito nell‘intervento di apertura. “Riteniamo molto importante l‘apertura che la Merkel ha fatto alla conferenza l‘altro ieri”.

Alla conferenza europea sul lavoro tenutasi sempre a Milano mercoledì scorso, Merkel ha riconosciuto l‘esistenza del problema dell‘inserimento del prefinanziamento nel deficit pubblico. “Se un paese deve finanziare qualcosa per due anni, e poi chiedere i soldi indietro quando il programma è completo, ha dovuto spendere sul programma aumentando il deficit per due anni”.

Un elemento che può frenare l‘utilizzo dei programmi di cofinanziamento da parte dei Paesi che rischiano di sforare i vincoli del patto di Stabilità e crescita, ha riconosciuto la cancelliera.

“Forse dovremmo pensare a come cambiare questo. Siamo pronti ad accettare tali modifiche”, ha detto Merkel, senza entrare nei dettagli.

Delrio ha sottolineato che nelle fasi di consolidamento fiscale il cofinanziamento nazionale sia stato vittima di una forte riduzione, “nell‘ordine del 18 per cento in tutta l‘Unione europea”.

COMMISSARIO HAHN: APPROCCIO DELLA CAROTA

Da parte sua il Commissario uscente per le politiche regionali Ue, Johannes Hahn, in procinto di assumere l‘incarico di responsabile all‘allargamento nel nuovo esecutivo Ue guidato da Jean-Claude Juncker, ha ipotizzato a Milano una possibile convergenza su un “approccio della carota”, legando lo scomputo del cofinanziamento nazionale a politiche di aiuto alle riforme strutturali.

Tra i diversi Stati membri comunque permangono differenti posizioni. “Qualche Paese ha sottolineato che l‘esclusione deve essere rigida, collegata a fattori precisi”, ha affermato Delrio, dopo l‘incontro. “Non mi sembra una posizione seria”, ha poi puntualizzato.

“La mia impressione è che nella situazione in cui ci troviamo non possiamo permetterci che questa riduzione degli investimenti prosegua ulteriormente”, ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Hahn ha rivendicato il fatto come in cinque anni, dal 2007 al 2012, le politiche di coesione abbiano creato seicentomila posti di lavoro nell‘Unione europea, quantomeno limitando le conseguenze della crisi, e ha detto di aspettarsi che il piano da 300 miliardi di finanziamenti annunciato da Juncker sia costituito da “risorse fresche” e non dal ridislocamento di risorse già previste.

CON UTILIZZO FONDI STRUTTURALI EFFETTO 1,5% SU PIL SUD ITALIA

Tornando al tema dei fondi strutturali, che per l‘Italia rappresentano una nota dolorosa, vista la cronica incapacità di spenderli, Delrio ha sottolineato come con un utilizzo adeguato delle risorse disponibili il Sud del Paese beneficerebbe di un aumento del Pil pari all‘1,5%.

Ma l‘attuale sistema di regole sul cofinanziamento rischia di risultare penalizzante anche per le regioni più capaci di sfruttare i fondi Ue.

“Solo pochi giorni fa abbiamo ricevuto il segnale da una delle principali e più efficienti regioni beneficiarie dei fondi strutturali in Italia sulla necessità di una ulteriore riduzione del cofinanziamento nazionale perché l‘attuale livello non é compatibile con i limiti del patto di stabilità”, ha fatto sapere Delrio.

(Elvira Pollina)

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