10 ottobre 2014 / 14:53 / 3 anni fa

PUNTO 1-Kashagan, sostituzione tubi costerà fino a 3,6 mld dlr, si tratta con Saipem

(Aggiunge altri dettagli, background)

ASTANA, 10 ottobre (Reuters) - Kashagan, il più costoso progetto di estrazione petrolifera al mondo, aumenta i costi di altri 3,6 miliardi di dollari a seguito della sostituzione della rete dei tubi di trasporto di petrolio e gas che perdevano con conseguente ulteriore ritardo nella ripresa della produzione. Per questo lavoro il consorzio internazionale, di cui fa parte anche Eni con una quota del 16,8%, è in trattative con Saipem. E’ quanto sostiene il ministero dell‘Energia del Kazakistan. La produzione a Kashagan, una delle più grandi scoperte petrolifere al mondo in tempi recenti, è partita lo scorso settembre per poi fermarsi dopo alcune settimane a seguito della scoperta di perdite di gas nella rete di condotte, parte del progetto da 50 miliardi di dollari.

La sostituzione dei tubi nel giacimento petrolifero, che si trova al largo del Mar Caspio, costerà fra 1,6 e 3,6 miliardi di dollari, secondo quanto sostiene il ministero dell‘Energia kazako in un documento visionato da Reuters.

I costi finali della sostituzione dipenderanno soprattutto dalla resistenza alla corrosione dei tubi usati per le nuove condotte, sottolinea il ministero kazako.

Il giacimento si trova a 4.200 metri al di sotto del fondo marino ed è sottoposto a una forte pressione.

Gli attuali ritardi nei test sull‘acciaio e sulle saldature potrebbero vanificare i piani di riavvio della produzione nel campo attesi nella seconda metà del 2016, sostiene il ministero nell‘informativa inviata al Parlamento kazako.

Il consorzio che sta sviluppando Kashagan è in trattative con Saipem per la sostituzione delle tubature per il passaggio del petrolio e del gas, aggiuge il ministero.

Saipem ha posato gli attuali tubi a Kashagan, utilizzando condotte fornite dalle società giapponesi Sumitomo e Jfe. Il ministero dell‘Energia kazako non ha specificato chi fornirà i tubi per le nuove condotte.

E proprio oggi il nuovo ministro dell‘Energia, Vladimir Shkolnik, il Presidente della compagnia di Stato KazMunaiGaz Sauat Mynbaev e l‘Ad della major italiana, Claudio Descalzi, si sono incontrati ad Astana.

Un comunicato di Eni, che non fa cenno ai nuovi ritardi e all‘incremento dei costi del progetto, rileva che “durante gli incontri è stato fatto il punto sugli sviluppi e i risultati delle attività che Eni ha in corso nel Paese, in particolare sui progetti Kashagan e Karachaganak, rispetto ai quali l‘Ad Eni ha aggiornato il ministro sui progetti in corso e sulle attività di preparazione dei nuovi sviluppi”.

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