9 ottobre 2014 / 09:20 / 3 anni fa

PUNTO 4-Ast Terni, verso mobilità 550 persone. Sciopero lavoratori

* ThyssenKrupp avvia mobilità dopo flop negoziato

* Sindacati: mediazione governo insufficiente

* Governo: non abbandoniamo trattativa ma parti rigide (Aggiorna con notizia sciopero)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 9 ottobre (Reuters) - Dopo una lunga maratona notturna, sindacati e azienda non sono riusciti a trovare un accordo sul piano industriale della Ast di Terni e questa mattina si è aperta nuovamente la procedura di mobilità per circa 550 dipendenti.

I 2.600 lavoratori dell'acciaieria si sono riuniti in assemblea, e i sindacati hanno proclamato uno sciopero di 24 ore e un presidio presso lo stabilimento e la Prefettura. In un tweet, la Fiom annuncia anche che di voler organizzare una manifestazione a Roma.

"Sono arrivate le raccomandate alle segreterie sindacali, l'azienda ci ha comunicato che ha aperto la procedura di messa in mobilità", ha detto a Reuters Claudio Cipolla, segretario provinciale della Fiom Cgil.

Andrea Giustinelli, portavoce di ThyssenKrupp in Italia - che controlla la Acciai speciali Terni (Ast) - ha confermato per telefono a Reuters che la procedura è stata attivata.

Il tempo a disposizione prima della effettiva messa in mobilità è di circa tre mesi al termine dei quali, senza soluzione alternativa, si procederà con un mix di ammortizzatori - cassa integrazione straordinaria, mobilità - e uscite volontarie, ha spiegato Giustinelli.

La decisione di riaprire la procedura di mobilità è stata assunta nonostante la richiesta del governo "di attendere prima di compiere atti unilaterali", secondo la Uilm.

Nei giorni scorsi, lo stesso premier Matteo Renzi aveva parlato di "tre T" che sono una priorità del governo nella lotta per l'occupazione: Terni, con la Ast; Termini Imerese, per l'ex Fiat, e Taranto, per il caso Ilva.

L'Italia è il secondo produttore di acciaio in Europa dopo la Germania.

SINDACATI CONTESTANO MEDIAZIONE GOVERNO

"Niente accordo, insufficiente il testo di mediazione proposto dal governo", ha detto il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini.

Per la Fiom "è stato un grave errore del governo quello di inseguire e ricercare la mediazione sul terreno dettato da Ast. Un terreno delimitato e orientato alla semplice riduzione dei costi e in particolare alla riduzione del costo del lavoro".

Ma il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio dice che l'esecutivo cercherà di portare avanti la trattativa: "Noi continueremo a insistere".

Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, titolare della vertenza, conferma l'impegno per arrivare a una intesa ma denuncia la "rigidità" delle parti "che hanno contribuito a mantenere un clima molto difficile".

Il gruppo tedesco ha presentato un piano di ristrutturazione per Terni che prevede un taglio dei costi pari a 100 milioni di euro all'anno anche attraverso tagli al personale, "a fronte di un rilevante piano di investimenti", dice una nota.

Ast sostiene di aver proposto una forte riduzione del numero di esuberi inizialmente previsti [290 rispetto a 550], a fronte di un contenimento generale delle retribuzioni medie. Tra le proposte anche investimenti in uno stabilimento di Torino.

Proposta respinta dal sindacato che ha definito "inaccettabile la clausola che prevede già da ora il licenziamento dell'eventuale residuo esubero dopo i 24 mesi di cigs".

(Ha collaborato Alessandra Galloni)

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