9 ottobre 2014 / 09:30 / 3 anni fa

Elicotteri India, giudici in camera di consiglio, sentenza attesa attorno alle 13

BUSTO ARSIZIO, 9 ottobre (Reuters) - I giudici del Tribunale di Busto Arsizio, davanti ai quali si è concluso il processo di primo grado sulle presunte tangenti per l‘appalto da 560 milioni di euro per 12 elicotteri AgustaWestland all‘India nel 2010, sono entrati in camera di consiglio in apertura di udienza alle 9,30. La sentenza è attesa attorno alle 13.

La procura ha deciso di non fare repliche, dopo la conclusione delle arringhe delle difese la settimana scorsa. Il dibattimento si è quindi concluso con l‘acquisizione della sentenza di patteggiamento di AgustaWestland ltd che sancisce la confisca di 7,5 milioni di euro, cifra che all‘epoca della requisitoria il pm aveva in un primo tempo chiesto per i due imputati di questo processo, l‘ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi e l‘ex AD di Agustawestland Bruno Spagnolini.

Entrambi, come del resto per quasi tutte le udienze del dibattimento iniziato nel luglio 2013, sono presenti in aula. Orsi è accompagnato anche dalla moglie e dal figlio.

LE TESI DI ACCUSA E DIFESA

I due ex dirigenti sono imputati di corruzione internazionale e false fatture. Il pm Eugenio Fusco nel luglio scorso ha chiesto per Orsi la condanna a sei anni di reclusione e per Spagnolini a cinque, oltre ad una serie di interdizioni.

Le difese, per Orsi gli avvocati Ennio Amodio e Novella Galantini e per Spagnolini l‘avvocato Massimo Bassi, hanno chiesto l‘assoluzione con la formula più ampia, sostenendo che in aula non è emersa alcuna prova né di accordi corruttivi, né di atti contrari al dovere d‘ufficio di pubblici ufficiali indiani, né di sovrafatturazioni delle consulenze.

LA QUESTIONE INDIANA

Il caso ha un‘importanza cruciale sia per l‘India - che nell‘estate scorsa ha vietato alle società del gruppo Finmeccanica di presentare offerte per futuri contratti, e ha finora inoltre escusso fidejussioni per circa 225 milioni, tenendosi i primi tre elicotteri - sia per il gruppo Finmeccanica, che rischia ricadute per la propria reputazione internazionale e per l‘accesso a un mercato fondamentale come quello indiano.

In estrema sintesi, secondo l‘accusa una parte delle presunte tangenti sarebbero state originate da contratti di consulenza al gruppo dell‘italoamericano residente in Svizzera Guido Ralph Haschke, uscito dalla vicenda con un patteggiamento a un anno e 10 mesi per corruzione internazionale. Il gruppo comprende anche lo svizzero Carlo Gerosa e i tre fratelli Tiagy, imprenditori indiani. Haschke, grazie al collegamento con Sashi Tiagy, cugino dei suoi soci, all‘epoca capo di stato maggiore dell‘aeronautica indiana e presunto destinatario delle mazzette, avrebbe garantito il buon esito della gara d‘appalto. Un‘altra parte della presunta tangente, sempre secondo l‘accusa, sarebbe arrivata da un‘operazione con la quale il consulente di AgustaWestland ltd, il britannico Christian Michel (destinatario di una ordinanza d‘arresto), riacquistò dall‘India dei vecchi e malridotti elicotteri Wg30 (vecchia fornitura della Westland) al prezzo di 7 milioni di euro per toglierli dal mercato e li rivendette ad AgustaWestland per oltre 18 milioni.

Altrettanto sinteticamente, per le difese prima di tutto Haschke avrebbe esagerato il suo ruolo per poter accreditarsi presso Finmeccanica e ottenere così dei lavori, il maresciallo Tiagy non sarebbe stato nella posizione di influenzare alcunché, visto che le decisioni sulle caratteristiche della gara vennero assunte da altri organi, ogni consulenza era giustificata e ogni pagamento rendicontato a fronte di un lavoro effettivamente svolto.

PATTEGGIAMENTI, ARCHIVIAZIONI E INCHIESTA DA CHIUDERE

Dell‘imponente fascicolo partito da Napoli e arrivato infine a Busto Arsizio, oltre a questo processo, resta una indagine in attesa di chiusura su Michel, Gerosa e l‘avvocato indiano Gautam Khaitan; tre patteggiamenti (AgustaWestland spa, AgustaWestland ltd e Haschke); una serie di archiviazioni, con in testa quella di Finmeccanica e quella per la vicenda della ipotizzata tangente alla Lega Nord; un fascicolo trasmesso per competenza territoriale a Roma a carico dell‘ex presidente della Corte di Appello di Venezia Manuela Romei Pasetti, ed ex capo dell‘organo di vigilanza di Finmeccanica, con le ipotesi di favoreggiamento e accesso abusivo a sistema informatico.

(Emilio Parodi)

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